Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi alla conferenza sul clima Cop26 a Glasgow. (Credit: sito web della presidenza)

Oggi parliamo delle proteste per lo svolgimento in Egitto della prossima conferenza Onu sul clima, di tonnellate di minerali preziosi contrabbandati dal Mozambico e di sanzioni europee contro i militari golpisti e i mercenari russi in Mali.

Egitto: Hrw contesta lo svolgimento della Cop27 a Sharm el-Sheikh nel 2022

La scorsa settimana, alla Cop26 di Glasgow, il Cairo si è aggiudicato lo svolgimento della prossima conferenza internazionale sul clima, prevista per la fine del 2022. Una scelta criticata da Human Rights Watch che giudica, ironicamente, la decisione come una «ricompensa per il potere repressivo» del presidente Abdel Fattah al-Sisi. L’Egitto, che secondo le ong ha circa 60mila prigionieri di coscienza, rischia di usare il suo «ruolo di paese ospitante della Cop27 per far dimenticare il suo spaventoso primato in termini di diritti umani», avverte in una dichiarazione Human Right Watch. Da quando al-Sisi è salito al potere, nel 2013, ha preso di mira l’intera opposizione e la società civile. Ciò non ha impedito all’Egitto, tuttavia, di ospitare già nel 2018 la Cop14 sulla biodiversità, a Sharm el-Sheikh.

Mozambico: 14 tonnellate di oro e pietre preziose contrabbandate illegalmente da inizio anno

Dall’inizio dell’anno 14 tonnellate di oro, rubini e altre pietre preziose sono stati esportati illegalmente dal Mozambico. A confermare quanto sostenuto in un rapporto uscito ai primi di novembre dal gruppo di ricerca svizzero Iniziativa globale contro il crimine transnazionale organizzato (Global Initiative Against Transnational Organized Crime) è stato un alto funzionario del ministero mozambicano delle miniere. Questo commercio, gestito da reti criminali, è concentrato nel nord del Mozambico dove le pietre sono estratte da minatori artigianali. Il funzionario, Fernando Maquene, ha anche affermato che sono in atto contromisure per contrastare il traffico che impoverisce ulteriormente quest’area del paese attraversata da oltre 4 anni da uno scontro tra gruppi armati ed esercito.

Mali: l’Europa impone sanzioni contro i militari golpisti e i mercenari russi

I ministri degli esteri dei 27 stati membri dell’Unione europea, riuniti ieri a Bruxelles, hanno deciso di adottare delle sanzioni contro la giunta militare al potere il Mali. L’intento è di indurre i militari – autori di un doppio colpo di stato nell’agosto del 2020 e nel maggio di quest’anno – a organizzare al più presto le elezioni e a restituire il potere ai civili. La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao) ha fatto scattare, il 7 novembre, sanzioni individuali contro i membri della giunta. L’Unione europea ha trovato un accordo anche per sanzionare il gruppo russo di mercenari Wagner che la giunta maliana potrebbe utilizzare per contrastare il jihadismo dopo aver di fatto rotto i rapporti con Parigi che sta diminuendo il numero dei soldati della missione Barkhane, presente nell’area dal 2014.

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