Centinaia di morti a El Geneina, Darfur occidentale

Oggi parliamo di centinaia di morti e feriti in scontri comunitari nella regione sudanese del Darfur, della convalida del secondo mandato per il presidente del Centrafrica Touadera e della diminuzione dei flussi di migranti nel mondo nel 2020.

Sudan: 169 morti e quasi 200 feriti in scontri armati nel Darfur occidentale e meridionale

Ѐ salito a 129 morti e 198 feriti, tra i quali anche bambini e neonati, il bilancio degli scontri iniziati sabato nella città di Al-Geneina, nel Darfur occidentale, nell’Ovest del Sudan. Sabato mattina le autorità hanno imposto un coprifuoco nella città, ma gli attacchi armati non si sono fermati. Le violenze sono scoppiate dopo che un membro della tribù Masalit ha ucciso un uomo di una tribù araba. Un massacro quasi identico è avvenuto nella stessa zona, tra le stesse comunità, solo un anno fa.

Altre 40 persone sono morte ieri a seguito di sanguinosi scontri tra le comunità Fallata e Rizeigat nella località di Gereida, circa 100 km a sud della capitale dello Stato del Darfur meridionale, Nyala. La violenza è aumentata nella regione dopo il ritiro delle forze di pace delle Nazioni Unite (Minuad).

Centrafrica: la Corte costituzionale convalida la rielezione di Touadera

La Corte costituzionale della Repubblica Centrafricana ha confermato l’elezione di Faustin Archange Touadéra alle presidenziali del 27 dicembre con il 53,16% dei consensi. Contestualmente, ha respinto i ricorsi di 13 candidati alla presidenza che chiedevano l’annullamento del voto perché falsato da frodi massicce e perché molti elettori non hanno potuto votare a causa della guerra civile.

La Corte costituzionale si è espressa anche sul tasso di partecipazione al voto: si è recato alle urne il 35,25% degli aventi diritto, cioè poco più di un terzo degli iscritti alle liste elettorali. Un dato che conferma le perplessità di coloro che hanno chiesto l’annullamento e conferma la scarsa affidabilità della commissione elettorale che il 4 gennaio aveva affermato che il tasso di partecipazione era invece stato del 76%.

Onu: ridotti di quasi il 30% i flussi migratori mondiali nel 2020

I flussi migratori si sono ridotti di quasi il 30% lo scorso anno. La pandemia ha infatti diminuito il numero dei migranti nel mondo: sarebbero circa due milioni in meno le persone che hanno lasciato il proprio paese di origine nel 2020. Un numero, quello dei migranti, che rimane comunque alto: 281 milioni di persone. A renderlo noto, il Rapporto delle Nazioni Unite “Migrazione internazionale 2020”, che mette in relazione i flussi con la pandemia da Covid-19.

Stando al report, due terzi dei migranti internazionali registrati vivono in soli 20 paesi. In cima alla lista, ci sono gli Stati Uniti, con 51 milioni di migranti. A seguire: Germania, Arabia Saudita, Russia e Regno Unito. Primo paese, tra quelli delle grandi diaspore, l’India, con 18 milioni di persone che vivono fuori dal loro stato di nascita

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