Il primo ministro del futuro governo di unità nazionale libico Abdul Hamid Dbeibah (en.218tv.net)

Oggi parliamo di accuse di corruzione per l’elezione del primo ministro libico, del ricorso degli agricoltori kenyani contro gli accordi commerciali con la Gran Bretagna e del duro intervento dei vescovi sulla politica della Rd Congo.

Libia: rapporto Onu denuncia tangenti per l’elezione del primo ministro

Almeno due esponenti del meccanismo negoziale sotto l’egida dell’Onu, che ha dato via libera al governo di transizione unificato della Libia, avrebbero ricevuto centinaia di migliaia di dollari di tangente per votare l’attuale primo ministro, Abdul-Hamid Dbeibah. A rivelarlo è un report dell’Onu trapelato da fonti di stampa internazionali.

Secondo il documento, due partecipanti al Forum del dialogo politico libico avrebbero offerto tangenti dal valore compreso tra i 150mila e i 200mila dollari ad altri due partecipanti, nel corso delle riunioni che si sono tenute a novembre in Tunisia, affinché votassero per Dbeibah. La lista capeggiata da quest’ultimo aveva ottenuto 39 voti contro i 34 della lista avversaria. Accuse di corruzione che complicano il voto di fiducia del parlamento libico, previsto per l’8 marzo.

Kenya: i piccoli agricoltori in tribunale contro gli accordi commerciali con la Gran Bretagna

I piccoli agricoltori in Kenya hanno citato in giudizio lo stato nel tentativo di fermare un accordo di partenariato economico commerciale con il Regno Unito. Il ricorso è stato depositato presso l’Alta Corte di Nairobi pochi giorni dopo che il parlamento ha rifiutato di ratificare l’accordo, firmato lo scorso dicembre, chiedendo un’indagine supplementare.

L’intesa, denunciano i piccoli agricoltori del Kenya Small-Scale Farmer Forum – sostenuti dall’ong di advocacy Econews Africa – prevede un mercato aperto con tariffe fortemente sovvenzionate per alcuni prodotti agricoli esportati dal Regno Unito, come pollo, suini e mais, che metterebbero a rischio la produzione locale. Gli agricoltori denunciano anche che “le normative sulla pesca garantiranno l’accesso ai pescherecci britannici alle acque kenyane su larga scala e senza restrizioni”.

Rd Congo: duro intervento dei vescovi sul “nuovo corso” politico del presidente

La Conferenza episcopale della Repubblica democratica del Congo non è stata tenera con il governo della coalizione Tshisekedi-Kabila. E non lo è con il nuovo corso. La coalizione che si è sfaldata lo scorso dicembre, dopo nemmeno due anni di governo, su iniziativa del presidente Tshisekedi che ha formato una nuova maggioranza parlamentare e un nuovo governo.

«A gestire le istituzioni – osservano i vescovi – devono essere chiamate persone eticamente irreprensibili e competenti. L’adesione all’operazione del presidente non deve essere motivata solamente da ragioni di posizionamento politico». I prelati sottolineano anche che, in vista delle elezioni generali del 2023, sono necessarie riforme della legge elettorale e anche una nuova legge che regoli l’organizzazione e il funzionamento della Commissione elettorale nazionale indipendente.

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