Uno dei container carichi di rifiuti illegali provenienti dall'Italia sequestrato al porto di Sousse in Tunisia (Credit: webdo.tn)

Oggi parliamo dell’inchiesta in Tunisia su un traffico illegale di rifiuti dall’Italia, di una maxi operazione dell’interpol nel Sahel e delle proteste in Ghana contro la rielezione del presidente uscente.

Tunisia: caso rifiuti dall’Italia, arrestato ministro dell’Ambiente uscente

Il caso dei rifiuti importati illegalmente dall’Italia ha creato un vero e proprio terremoto politico in Tunisia. Dodici persone sono finite in manette nella “notte dei lunghi coltelli” tunisina, tra cui il ministro dell’Ambiente Mustapha Aroui (licenziato dall’incarico poche ore prima), il suo capo di gabinetto e alti funzionari del ministero della Finanze e delle dogane, presumibilmente coinvolti.

Tecnicamente, il ministro non era in carica al momento del suo arresto. Tuttavia, il licenziamento “last minute” appare come una mossa per salvare la faccia e preservare l’immagine dello Stato. Il caso crea peraltro giurisprudenza: era dai tempi della rivoluzione dei gelsomini che un (ex) ministro non veniva arrestato in questo modo.

L’indagine amministrativa, avviata di recente dal ministero delle Finanze, sembra dunque aver confermato il coinvolgimento del ministro uscente, ma anche di vari servizi doganali in un vasto caso di corruzione che ha riguardato l’importazione di rifiuti italiani (in particolare sanitari, vietati dalle leggi internazionali, circostanza ancora piu’ grave in tempi di Covid) in Tunisia.

Sahel: maxi operazione dell’Interpol contro il traffico di armi e carburante

Una operazione contro le reti dei trafficanti d’armi – compiuta dall’Interpol dal 30 novembre al 6 dicembre negli aeroporti, nei porti e alle frontiere terrestri di Mali, Niger, Burkina Faso e Costa D’Avorio – ha portato al sequestro di 40mila candelotti di dinamite e di 60mila litri di carburante di contrabbando. Lo ha reso noto l’Interpol insieme alle Nazioni Unite, specificando che all’operazione, denominata Kafo, hanno preso parte 260 poliziotti.

La dinamite era destinata ad attività minerarie clandestine che hanno lo scopo, secondo gli inquirenti, di finanziare attività terroristiche nel Sahel. Mentre il carburante, proveniente dalla Nigeria, si sospetta avesse l’obiettivo di alimentare le reti di al-Qaida. Questi sequestri, e gli arresti che ne sono seguiti, possono consentire di risalire la filiera di approvvigionamento del terrorismo.

Ghana: continuano le proteste contro la rielezione del presidente Akufo-Addo

In Ghana i sostenitori del candidato alla presidenza sconfitto alle elezioni del 7 dicembre scorso, John Mahama, contestano il risultato elettorale che ha riconfermato per un secondo mandato il presidente uscente Nana Akufo-Addo con il 51% dei voti. Anche ieri sono scesi per le strade della capitale della regione Ashanti ingaggiando scontri con le forze dell’ordine.

Le manifestazioni, che hanno interessato anche la capitale Accra con decine di arresti, sono in corso da oltre dieci giorni. I leader del partito di Mahama, Congresso democratico nazionale (Ndc), hanno annunciato nuove manifestazioni, chiedendo alla Commissione elettorale il riconteggio dei voti.