Oggi parliamo del declino dei regimi democratici in Africa, delle defezioni nel governo di transizione in Sudan e della donazione europea di quasi 100 milioni di dosi di vaccini anti Covid J&J ai paesi africani.

Un rapporto registra l’avanzata di regimi autoritari in Africa

Per la prima volta in quasi un decennio, il numero di paesi africani classificati come autoritari supera il numero di democrazie. A stabilire il primato negativo è il rapporto sullo Stato globale della democrazia dell’Istituto internazionale per la democrazia e l’assistenza elettorale (Idea) che misura la performance democratica di 158 paesi e classifica i regimi come democratici, ibridi o autoritari. Gli autori del rapporto concludono che il declino democratico che ha avuto luogo negli ultimi anni, inverte una tendenza al miglioramento della qualità della democrazia che esisteva nel continente da tre decenni. Nel 2020, anno a cui si riferisce il rapporto, l’organizzazione classifica 18 paesi come democrazie, 19 come regimi autoritari e 13 come regimi ibridi.

Sudan: metà dell’esecutivo si dimette per protesta contro l’accordo con i militari golpisti

In Sudan ieri 12 ministri (la metà dell’esecutivo) hanno presentato le loro dimissioni in segno di protesta per l’accordo politico con i militari. Tra i dimissionari ci sono i ministri degli esteri, della giustizia, dell’agricoltura, dell’irrigazione, degli investimenti e dell’energia, dell’istruzione superiore, del lavoro, dei trasporti, della sanità, della gioventù e degli affari religiosi. Intanto, in un’intervista all’agenzia Reuters, il primo ministro Abdalla Hamdok ha dichiarato che preservare i vantaggi economici ottenuti degli ultimi due anni è stato uno dei motivi per cui ha deciso di tornare al suo incarico, quasi un mese dopo essere stato rimosso da un colpo di stato militare. E che per questo conta su un nuovo governo tecnico. segretario di Stato americano Antony Blinken ha detto che il reinsediamento di Hamdok è solo “il primo passo” prima che gli Usa sblocchino i finanziamenti (700 milioni di dollari) congelati dopo il golpe.

Europa: 99,6 milioni di dosi del vaccino J&J donate a paesi africani

Uno «sforzo di solidarietà globale contro il Covid-19». In questo modo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato la notizia delle 99,6 milioni di dosi di vaccino Johnson & Johnson che saranno consegnate entro la fine dell’anno in alcuni paesi africani. Una donazione, voluta da Team Europe e Gavi Vaccine Alliance, che rientra nella promessa europea di condivisione di almeno 500 milioni di dosi con i paesi a basso e medio reddito entro la metà del 2022. La promessa non specificava quali tipologie di vaccino avrebbero raggiunto l’Africa. Così, mentre l’Europa discute sulla lunghezza della copertura di Johnson & Johnson, i primi lotti sono in consegna in Niger (496.800), Gibuti (50.400), Nigeria (2.764.800), Togo (633.600), Repubblica Centrafricana (302.400), Rd Congo (230.400), Guinea (496.800), e Mauritania (144.000), e proseguirà nelle prossime settimane in altri paesi del continente.

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