Proteste nel governatorato di Kasserine, in Tunisia (Credit: newsdeal.in)

Oggi parliamo delle proteste dei giovani che infiammano la Tunisia, di combattimenti tra esercito e forze regionali in Somalia, al confine con il Kenya, e del processo in Guinea contro un blogger oppositore del presidente.

Tunisia: oggi si vota il nuovo governo, previste manifestazioni davanti al parlamento

Si prospetta una giornata ad alta tensione quella odierna a Tunisi. In aula si voterà la fiducia agli 11 nuovi ministri proposti dal premier Hichem Mechichi. Ma davanti al parlamento si sono date appuntamento oltre una ventina di associazioni della società civile, per protestare contro il governo e le sue politiche, giudicate repressive, e per chiedere la liberazione delle centinaia di arrestati durante i disordini della scorsa settimana.

Manifestazioni che arrivano dopo che ieri sera si sono registrati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a Sbeitla, nel governatorato di Kasserine, dopo la diffusione della notizia della morte, all’ospedale di Sousse, di un giovane, secondo la famiglia colpito da un lacrimogeno della polizia negli scontri della scorsa settimana.

Somalia: scontri a fuoco nello stato federale di Jubbaland, sul confine con il Kenya

Nella città di somala di Bula Hawo, sul confine con il Kenya, sono scoppiati pesanti combattimenti tra le forze armate somale e quelle dello stato federale del Jubbaland, in vista delle elezioni dell’8 febbraio, alle quali il Jubbaland e il Puntland non parteciperanno. I combattimenti sono iniziati domenica e sono continuati fino alle prime ore di ieri mattina, provocando almeno 9 morti.

Ieri il ministero dell’Informazione ha accusato le forze armate del Jubbaland di aver attaccato le forze di Mogadiscio schierate di recente nella regione, con l’appoggio di  milizie del Kenya. Sempre ieri il Kenya ha scritto all’Unione Africana, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza dopo che i due paesi hanno rotto le relazioni diplomatiche, proprio a causa delle accuse rivolte a Nairobi da Mogadiscio, di sostenere il governatore “ribelle” del Jubbaland.

Guinea: giovane blogger rischia 10 anni di carcere per dei video contro la rielezione del presidente

Un giovane blogger, oppositore del presidente guineano Alpha Condé, rischia dieci anni di carcere per aver pubblicato dei testi e dei video in cui contesta il terzo mandato consecutivo del presidente che, a 82 anni, è stato rieletto il 18 ottobre scorso. Madamy Condé, questo il nome del blogger, è stato arrestato il 26 novembre e il processo a suo carico è iniziato il 18 gennaio: la pubblica accusa gli imputa «minacce, ingiurie, attentato agli interessi fondamentali dello stato e incitazione alla rivolta».

L’imputato ha rifiutato ogni addebito e ha affermato di non aver fatto altro che esprimere la propria opinione. L’elezione di Condé è stata contestata da molti guineani. Secondo Amnesty International e Human Rights Watch, prima e dopo il voto sono stati arrestati centinaia di oppositori.