Ripetute violazioni della libertà di stampa in vista del voto in Tanzania (Credit: aljazeera.com)

Oggi parliamo delle violazioni della libertà di stampa in vista delle elezioni di domani in Tanzania, del voto presidenziale di sabato in Costa d’Avorio e del rapporto Oxfam sugli accordi Europa-Nordafrica per fermare i migranti.

Tanzania: elezioni generali domani in un clima di censura e intimidazioni 

A 48 ore dal voto con cui la Tanzania eleggerà domani il presidente, il parlamento e i consigli regionali, l’organizzazione per la libertà di stampa Media institute of southern Africa (MisA) accusa il governo del presidente John Magufuli, che cerca il secondo mandato, di censura nei confronti di attivisti e giornalisti che criticano l’esecutivo.

L’ong parla di una campagna di intimidazione denunciando una serie di episodi di molestie ai giornalisti da parte della polizia. Le autorità tanzaniane quest’anno hanno sospeso la trasmissione o la pubblicazione di diversi gruppi di media. Nell’indice globale pubblicato quest’anno da Reporter senza frontiere, la Tanzania si colloca al 124esimo posto su 180 paesi, precipitando di ben 5 posizioni rispetto al 2019.

Costa d’Avorio: elezioni presidenziali, solo il 40% ha ritirato la tessera elettorale

L’astensione peserà molto sulle elezioni presidenziali che si terranno sabato prossimo in Costa d’Avorio. È la stessa Commissione elettorale a sottolinearlo, comunicando che solamente il 40% dei 7,5 milioni di ivoriani aventi diritto al voto ha ritirato la tessera elettorale. Il documento è indispensabile per accedere a seggi e il termine ultimo per ritirarlo era domenica scorsa 25 ottobre.

Questo dato significa che sta funzionando la mobilitazione dell’opposizione che ha chiesto agli ivoriani di disertare le urne con un gesto di disobbedienza civile, in quanto considera illegittimo che il presidente uscente Alassane Ouattara si presenti per un terzo mandato consecutivo. È altrettanto chiaro che un presidente eletto da una minoranza di cittadini risulterà meno credibile e non potrà rappresentare l’intera nazione.      

Oxfam: accordi tra UE e Nordafrica sui migranti violano i diritti umani

Traferire il controllo delle frontiere europee ai paesi nordafricani, senza fermare le morti in mare, sta causando violazioni dei diritti umani, non solo in Libia. È l’allarme lanciato da Oxfam con il rapporto Un reale interesse comune pubblicato ieri, che fotografa le conseguenze della gestione del fenomeno migratorio in due paesi, come Tunisia e Marocco, dove respingimenti arbitrari e fenomeni di discriminazione sistematica nei confronti dei migranti sono all’ordine del giorno.

I primi a pagare un prezzo altissimo, secondo l’ong, sono le fasce più vulnerabili della popolazione di Tunisia e Marocco, insieme a migliaia di persone in fuga da paesi come Siria, Eritrea, Sudan, Costa d’Avorio e Libia, che cercano di raggiungere l’Europa.