Il presidente somalo Mohamed Abdullahi "Farmajo" e il primo ministro Mohamed Hussein Roble

Oggi parliamo della preoccupante escalation di tensione tra i vertici istituzionali in Somalia, di arresti tra gli affiliati a un nuovo movimento di opposizione armata in Uganda e di ricorrenti scontri armati tra le due fazioni dell’Spla-Io in Sud Sudan.

Somalia: escalation di tensione tra presidente e primo ministro

Sale la tensione tra i vertici istituzionali in Somalia dopo che ieri il presidente Mohamed Abdullahi “Farmajo” ha sospeso di nuovo (lo aveva già fatto ad agosto) i poteri del primo ministro Mohamed Hussein Roble per sospetta corruzione, una mossa, che il primo ministro ha descritto come un tentativo di colpo di stato. Ieri Roble ha anche ordinato alle forze di sicurezza di iniziare a prendere ordini da lui, invece che dal presidente. La disputa, che dura da oltre un anno, solleva preoccupazioni sulla possibilità di nuovi scontri tra le fazioni claniche nelle forze di sicurezza, alleate di ciascuna parte. Stamattina la stampa locale riferiva che le forze che sostengono l’opposizione a Farmajo stanno radunando truppe in alcune parti della capitale Mogadiscio.

Uganda: 29 arresti tra gli affiliati a un nuovo movimento di opposizione armata

La polizia ugandese ha arrestato ieri 29 individui sospettati di appartenere ad una nuova formazione politica antigovernativa, la Coalizione ugandese per il cambiamento (Ucfc). Il nuovo gruppo, accusato di voler sovvertire il governo, avrebbe creato campi di addestramento nella regione centrale del paese e avrebbe provocato in dicembre quattro morti nell’attacco a due stazioni di polizia. Al gruppo sono state requisite numerose armi. Da notare che la base del gruppo si trova nella stessa area che appoggia l’oppositore Bobi Wine (Robert Kyagulanyi) che però sostiene una battaglia nonviolenta contro il presidente di lunga data Yoweri Museveni che accusa di intimidazioni e violenze, incluse la detenzione e la tortura di suoi sostenitori.  

Sud Sudan: l’Spla-Io nega l’uccisione di un generale in scontri con la fazione separatista 

In Sud Sudan le forze armate alleate del vicepresidente Riek Machar (Esercito di liberazione del popolo del Sud Sudan all’opposizione – Spla-Io) hanno smentito le notizie dell’uccisione di un loro alto ufficiale durante gli scontri con la fazione separatista guidata dal generale Simon Gatwich Dual, il 26 dicembre nell’area di Magenis, nello Stato dell’Alto Nilo. La smentita è stata fatta a Radio Tamazuj dal portavoce dell’Spla-Io, colonnello Lam Paul Gabriel, che ha parlato di uno scontro avvenuto tra pattuglie delle due forze belligeranti. Le tensioni, che sfociano in ricorrenti scontri armati tra le due fazioni, mettono ulteriormente a rischio il già difficile percorso di pace avviato nel 2018, dopo cinque anni di guerra civile. Da registrare anche le defezioni di quattro alti ufficiali dell’Spla-Io che all’inizio di dicembre si sono uniti al Movimento di liberazione del popolo del Sud Sudan (Splm) del presidente Salva Kiir.

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