Mercato in Kenya

Oggi parliamo degli sprechi alimentari e delle perdite per flussi finanziari illeciti in Africa ogni anno e della condanna al carcere per un attivista del movimento di protesta Hirak in Algeria.

La Fao: perdite di cibo per 4 miliardi di dollari ogni anno in Africa

La Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha stimato che le perdite di cibo nell’Africa subsahariana ammontano a 4 miliardi di dollari all’anno. Il dato è uscito in occasione della prima Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla perdita e lo spreco alimentare che si celebra oggi.

Secondo Abebe Haile-Gabriel, vicedirettore generale Fao, la pandemia di Covid-19 ha innescato un campanello d’allarme per la necessità di trasformare radicalmente i sistemi alimentari africani, per renderli più efficienti e sostenibili. Secondo la Fao, la maggior parte del cibo perso in Africa avviene tra il raccolto e l’arrivo nei mercati. Mentre pochissimo ne viene sprecato dai consumatori dopo l’acquisto. Tra le cause ci sono la mancanza di strutture per la catena del freddo, e l’inaffidabilità delle strutture di stoccaggio.

L’Africa perde ogni anno quasi 89 miliardi di dollari in flussi finanziari illeciti

Ogni anno, 88,6 miliardi di dollari di capitali di origine illecita fuggono dall’Africa e rendono ancora più difficile, per molti governi, garantire i servizi di base e finanziare lo sviluppo. Lo rende noto il rapporto 2020 della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo (Unctad).

Evasione fiscale, sotto-fatturazioni, contrabbando e corruzione rendono possibile questa perdita che rappresenta il 3,7% del Pil del continente e che equivale alla somma dell’aiuto pubblico allo sviluppo e degli investimenti diretti esteri. Gli autori del rapporto precisano che questa emorragia di capitali rappresenta quasi la metà dei 200 miliardi di dollari annui che sono ritenuti necessari perché l’Africa possa realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile da qui al 2030.

Algeria: condannato a 3 anni di carcere l’attivista Hirak Chemseddine Laalami

Il tribunale di Bordj Bou Arreridj, nell’Algeria orientale, ha condannato l’attivista Chemseddine Laalami, detto Brahim, a tre anni di carcere e al pagamento di una multa da 1 milione di dinari (circa 6,6 mila euro). Lo riferisce il Comitato nazionale algerino per la liberazione dei detenuti.

Pochi giorni dopo esser stato liberato dal carcere, lo scorso 30 agosto, per una riduzione di pena, Laalami era stato nuovamente interrogato l’8 settembre e successivamente sottoposto a custodia cautelare. Secondo il Comitato, 60 persone sono attualmente detenute per atti legati al movimento di protesta algerino. Gli attivisti vedono in queste condanne e detenzioni un modo per le autorità algerine di scoraggiare una possibile ripresa del movimento di protesta Hirak.