Combattenti dell'Esercito di liberazione Oromo (Credit: Addis Standard)

Oggi parliamo di nuove violenze inter-comunitarie in Etiopia, dell’elezione per un terzo mandato del presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara e della grave crisi idrica in Marocco.

Etiopia: attacco ad un villaggio nella regione Oromiya, almeno 32 i morti

Una sessantina di uomini armati hanno ucciso almeno 32 persone domenica e dato alle fiamme più di 20 case in un raid nel villaggio di Gawa Qanqa, nel distretto di Guliso, nella zona di West Wellega della regione Oromia, dove circa 700 persone sono sfollate. Amnesty International parla di almeno 54 morti, principalmente donne, bambini e anziani del gruppo Amhara.

L’incursione è attribuita all’Esercito di liberazione Oromo (Ola), gruppo separatosi dal partito d’opposizione Fronte di liberazione Oromo (Olf). Sopravvissuti hanno detto che gli assalitori hanno preso il controllo dell’area quando le truppe governative se ne sono andate, il 31 ottobre. Quello di domenica è l’ultimo di una serie di episodi di violenza inter-comunitaria che hanno provocato un centinaio di morti in varie parti dell’Etiopia.

Costa d’Avorio: Ouattara conquista il terzo mandato con il 94,27% dei voti

Dalle urne esce una Costa d’Avorio più divisa che mai. Questa notte la Commissione elettorale indipendente ha attribuito la vittoria del voto del 31 ottobre al presidente uscente Alassane Ouattara con il 94,27% dei consensi. Ha votato il 53,90% degli aventi diritto. Un voto considerato «globalmente soddisfacente» dagli osservatori della Comunità economica dell’Africa occidentale e dall’Unione africana.

Intanto l’opposizione, che non ritiene legittimo il terzo mandato di Ouattara e ha boicottato le urne, ha costituito un consiglio nazionale di transizione presieduto da uno dei candidati sconfitti, Konan-Bédié, ed è intenzionata a dar vita a un governo di transizione che dovrebbe condurre a nuove elezioni. Nel paese dell’Africa occidentale si preparano dunque giorni di sempre maggiore contrapposizione politica che potrebbe debordare in scontro aperto.

Marocco: il paese colpito da una grave carenza idrica

Il Marocco, soprattutto nella zona di Agadir, sta vivendo un periodo di forte stress idrico. Dall’inizio di ottobre è stata sospesa ad Agadir la fornitura di acqua dai rubinetti tra le 22 e le 5. A livello nazionale, il tasso di riempimento delle dighe ha raggiunto un picco inferiore al 37% alla fine di ottobre, contro il 45,6% dello stesso periodo dell’anno scorso.

Ed è intorno ad Agadir, la principale regione esportatrice di agrumi e frutta precoce, che le riserve sono al minimo. «Il deficit di acque superficiali è del 94%. Non abbiamo mai osservato una cosa del genere sulla scala del bacino. È preoccupante», avverte Abdelhamid Aslikh, responsabile dell’Agenzia dei bacini idrografici per la regione. Sospendere il servizio di acqua durante la notte consente di risparmiarne il 20%.