Oggi parliamo della storica sentenza a favore della comunità LGBT+ in Botswana, degli appelli per un cessate il fuoco immediato in Etiopia e dell’apertura del presidente del Sud Sudan alla ripresa dei colloqui di pace.

Botswana: la Corte d’Appello conferma la sentenza che depenalizza il sesso gay

Una sentenza storica per i diritti della comunità LGBT+ del Botswana quella emessa ieri dalla Corte d’Appello che ha confermato una sentenza del 2019 della Corte suprema che dichiarava incostituzionali due sezioni del codice penale che prescrivevano il carcere per le relazioni omosessuali. Respinto, dunque, il ricorso del governo che sosteneva che i tribunali non avessero giurisdizione in materia. La decisione è stata salutata dalla comunità LGTB+ come l’istituzione del paese dell’Africa meridionale di una “vera democrazia”. Nel continente il Botswana è uno dei pochi paesi ad aver depenalizzato l’omosessualità, insieme a Lesotho, Mozambico, Angola e Seychelles. Il Sudafrica è invece l’unica nazione a consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso, legalizzato nel 2006.

Etiopia: si moltiplicano gli appelli per un cessate il fuoco nella regione del Tigray

Ieri in un videomessaggio, il vescovo cattolico di Adigrat, Tesfaselassie Medhin, ha chiesto la fine immediata dei bombardamenti aerei che “stanno distruggendo vite, proprietà civili e istituzionali”, in una guerra governativa definita “di pulizia etnica” nella regione. Il vescovo ha anche chiesto alla Chiesa cattolica etiopica di rompere il silenzio con una voce per la giustizia e contro le atrocità. Anche 34 organizzazioni della società civile e 31 attivisti di tutto il continente, hanno lanciato un appello al segretario generale dell’Onu António Guterres affinché “agisca immediatamente per prevenire un incombente genocidio” in Etiopia.

Sud Sudan: il presidente Kiir si dice pronto a riprendere i colloqui di pace

Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir ha detto ieri che il suo governo di coalizione è pronto a riprendere i colloqui di pace con i gruppi dell’Alleanza dei movimenti di opposizione che avevano rifiutato gli attuali accordi. Kiir ha chiesto alla Comunità di Sant’Egidio di iniziare i preparativi per una ripresa dei colloqui di pace a Roma, senza precondizioni. Ad agosto il presidente aveva annunciato il suo ritiro dai colloqui nella capitale italiana con i gruppi che si erano rifiutati di firmare l’accordo di pace del 2018, accusando il Fronte di salvezza nazionale di aver teso un’imboscata e di aver ucciso tre suore cattoliche lungo la strada Juba-Nimule.

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