Monsignor Benoit Alowonou, presidente della Conferenza episcopale del Togo

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Nel Gr trova spazio la vicenda del vescovo togolese Benoit Alowonou con il cellulare sotto controllo, i sommovimenti in Centrafrica in vista del voto, la presa di posizione contro i massacri del vescovo di Uvira nella Repubblica democratica del Congo

Togo: spiato il presidente della Conferenza episcopale

Benoit Alowonou, presidente della Conferenza episcopale del Togo, e altri cinque togolesi – religiosi cattolici, esponenti della società civile e oppositori politici – sono stati spiati attraverso il loro cellulare grazie a un programma fabbricato in Israele. È quanto sostiene un’inchiesta condotta da due quotidiani di punta: Le monde e The Guardian. Monsignor Alowonou è vescovo di Kpalimé e dal 2012 presidente della conferenza episcopale. Per ora l’inchiesta non ha reso noto chi sono i mandanti di questa azione di spionaggio, ma alcune delle vittime puntano il dito contro il governo, La società israeliana che produce il programma ammette che lo sta vendendo a governi di mezzo mondo che lo utilizzerebbero, ufficialmente, per sorvegliare le reti criminali e il terrorismo.

Centrafrica: appello delle opposizioni per una concertazione nazionale

 In vista dell’appuntamento elettorale del 27 dicembre, quando nella Repubblica Centrafricana sono previste le elezioni legislative e presidenziali, alcuni partiti dell’opposizione, una piattaforma della società civile e alcune personalità della vita politica e sociale hanno inviato una lettera-appello al presidente Touadéra. Chiedono che si apra una concertazione nazionale per discutere del processo elettorale (la preparazione del voto è in grave ritardo e c’è il rischio di un rinvio) e anche per chiarire quali sono i punti di difficoltà nell’applicazione dell’accordo di pace firmato il 6 febbraio 2019 tra il governo e una quindicina di gruppi ribelli. Per sottolineare le loro richieste, gli estensori della lettera hanno indetto una serie di manifestazioni per domani 5 agosto e minacciano azioni di disobbedienza civile.

Rd Congo: il vescovo di Uvira chiede azioni concrete per fermare i massacri

Sébastien Muyengo Mulombe, vescovo della diocesi di Uvira nel sud Kivu, regione del nordest della Rd Congo, in una lettera aperta condanna i massacri, si contano 200 morti, avvenuti nelle ultime settimane dell’area di Kipupu e compiuti da milizie banyanulenge. Il prelato rileva che le cause di questi fatti sono legate a un circolo vizioso di conflitti per il possesso delle terre e del bestiame. E chiama alla responsabilità innanzitutto le autorità civili e militari e le diverse comunità che coabitano nella zona. Chiede inoltre al presidente Tshisekedi se ha realmente a cuore il progetto di fondare uno stato di diritto e se è intenzionato a sbarazzarsi di tutte le forze negative, a cominciare dai paesi confinanti che hanno fatto del nordest dell’Rd Congo il loro domicilio (il riferimento al Rwanda non poteva essere più esplicito),