Ramy Shaath (Credit: cihrs.org)

Oggi parliamo della liberazione in Egitto dell’attivista Ramy Shaath, dello scrittore Kakwenza Rukirabashaija torturato in carcere in Uganda e della nascita di una coalizione di 128 partiti contro i militari golpisti in Guinea.

Egitto: rilasciato dopo 2 anni e mezzo di detenzione l’attivista Ramy Shaath

L’attivista egiziano-palestinese Ramy Shaath, detenuto in Egitto da quasi due anni e mezzo, è stato rilasciato. Lo riferiscono fonti giudiziarie citate dall’agenzia Afp. Il quarantottenne, figura di rilievo della rivoluzione egiziana del 2011 e coordinatore in Egitto del movimento che difende il boicottaggio di Israele nella lotta contro l’occupazione dei Territori palestinesi, era stato arrestato nel luglio 2019 con l’accusa di aver fomentato «disordini contro lo stato». La moglie di Shaath, la cittadina francese Celine Lebrun, si è espressa con cautela sulla notizia: «Da quello che so non è ancora uscito. Rilasceremo una dichiarazione quando sarà fuori e sull’aereo», ha commentato. In dicembre, 5 organizzazioni per i diritti umani avevano chiesto al presidente francese Macron di agire per la sua liberazione

Uganda: torturato in detenzione lo scrittore Kakwenza Rukirabashaija

L’avvocato del romanziere ugandese Kakwenza Rukirabashaija ha affermato che il suo cliente è stato torturato durante la detenzione, e ha bisogno di cure urgenti. L’autore, vincitore nel 2020 del prestigioso premio internazionale per la scrittura coraggiosa del Pen Pinter Prize, era stato arrestato il 29 dicembre. Il dipartimento per i crimini informatici lo accusa d’aver pubblicato online, tra il 23 e il 26 dicembre, comunicazioni offensive nei confronti del presidente Yoweri Museveni e di suo figlio, il tenente generale Muhoozi Kainerugaba, comandante delle forze terrestri. Lo scrittore dovrà comparire in tribunale oggi a Kampala.

Guinea: 128 partiti si coalizzano per proporre una road map verso nuove elezioni

A quattro mesi dal colpo di stato che ha rovesciato il presidente Alpha Condé e aperto una transizione, gestita finora dal colonnello Mamadi Doumbouya, in Guinea è nata una coalizione di 128 partiti politici. Il primo passo di questo collettivo è presentare alla giunta militare un calendario che definisca le tappe per arrivare al voto e riportare un governo di civili alla guida del paese. La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedao/Ecowas) ha chiesto fin dallo scorso settembre ai militari di fissare una data del voto e suggerito che si tenga entro il prossimo febbraio. Ma non ha ottenuto risposte chiare e così ha sanzionato la giunta e sospeso la Guinea dall’organismo.

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