Il presidente centrafricano Faustin Arcange Touadéra (Credit: United States institute for peace)

Oggi parliamo della contestata rielezione del presidente Touadéra in Centrafrica, della dura condanna penale di un giovane oppositore in Algeria e dello sciopero indetto da lavoratori della pubblica amministrazione, insegnanti e medici in Guinea-Bissau.

Centrafrica: rieletto per un secondo mandato tra le contestazioni il presidente Touadéra

Il presidente uscente della Repubblica Centrafricana, Faustin Archange Touadéra, 63 anni, è stato rieletto al primo turno con il 53,92% dei voti alle elezioni del 27 dicembre. Lo ha reso noto la commissione elettorale, anche se si tratta di risultati provvisori. Georges Dologuélé ha ottenuto il 21% dei suffragi e Martin Ziguele il 7,6%.

Nove candidati dell’opposizione hanno denunciato «frodi massicce», poca trasparenza durante lo spoglio e la compilazione dei risultati e il fatto che molti centrafricani non hanno potuto recarsi ai seggi per ragioni di sicurezza e per la disorganizzazione. E hanno preannunciato un ricorso alla Corte costituzionale. Quello che è certo è che ha votato la metà del milione e 800mila centrafricani iscritti alle liste elettorali.

Algeria: condannato a 3 anni di carcere un 25enne per dei meme sui social

Un sostenitore algerino del movimento di protesta Hirak è stato condannato in primo grado a tre anni di carcere per dei post satirici sui social media che prendono in giro il governo e la religione. Lo ha reso noto il Comitato nazionale per la liberazione dei detenuti (Cnld).

Walid Kechida, 25 anni, è stato condannato per aver insultato il presidente, Abdelmadjid Tebboune, e per aver “offeso i precetti” dell’islam attraverso meme su internet e altri post online. Gli avvocati hanno annunciato il ricorso in appello. Secondo il Comitato, oltre 90 persone – tra cui attivisti, utenti dei social media e giornalisti – sono attualmente in custodia in relazione al movimento di protesta pro-democrazia, principalmente per post sui social media.

Guinea-Bissau: lavoratori pubblici, insegnanti e medici indicono 4 giorni di sciopero

L’Unione Nazionale dei lavoratori della Guinea-Bissau (Untg) ha iniziato oggi uno sciopero generale nella pubblica amministrazione che dovrebbe terminare venerdì prossimo. Allo sciopero hanno aderito anche i sindacati degli insegnanti e degli operatori sanitari con diverse richieste, tra cui il pagamento dei salari arretrati.

La situazione è di grande preoccupazione all’ospedale nazionale Simão Mendes, il principale centro ospedaliero della Guinea-Bissau, dove ieri c’era un solo medico ad assistere decine di pazienti. Per Luís Nancassa, ex presidente del sindacato degli insegnanti, anche la situazione nelle scuole è critica e c’è bisogno di un dialogo urgente e trasparente tra il governo e i sindacati.