Resti di un villaggio dato alle fiamme nel Darfur occidentale a febbraio 2021

Oggi parliamo del Sudan e di nuovi pesanti scontri nella capitale del Darfur occidentale El Geneina, di una possibile svolta nel conflitto in Centrafrica e della morte in Camerun del cardinale Christian Tumi. 

Sudan: pesanti scontri inter-comunitari nella capitale del Darfur occidentale

Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nello stato del Darfur occidentale dopo che almeno 40 persone sono state uccise e 58 ferite in tre giorni di scontri tra con armi pesanti tra membri della comunità Masalit e milizie arabe nella capitale El Geneina. Le agenzie umanitarie hanno sospeso operazioni e voli aerei.

La recrudescenza della violenza nella regione è iniziata dopo la firma di un accordo di pace e dopo il ritiro delle forze di pace delle Nazioni Unite alla fine del 2020. Poco dopo un rapporto Onu denunciava che i gruppi firmatari dell’accordo avevano iniziato a reclutare combattenti in tutta la regione. A gennaio, almeno 129 persone sono state uccise e 108mila sono sfollate per scontri simili a El Geneina. I rinforzi militari che erano stati dispiegati in città sono stati in gran parte ritirati.

Centrafrica: una delle principali milizie lascia la coalizione ribelle di Bosizé

Si è aperto uno spiraglio che potrebbe accelerare il processo di ricomposizione della guerra civile in corso dal 2013 nella Repubblica Centrafricana. Il principale e meglio organizzato dei gruppi armati che contrastano il governo del presidente Touadéra – l’Unione per la pace in Centrafrica – ha deciso di lasciare la Coalizione dei patrioti per il cambiamento, capeggiata dall’ex presidente Francois Bozizé.

In un comunicato, il capo della milizia afferma che il gruppo è deciso a impegnarsi nel processo stabilito dall’accordo di pace di Khartoum, firmato nel febbraio del 2019 tra il governo e 14 gruppi armati. L’Unione per la pace in Centrafrica, composto prevalentemente di combattenti di etnia peul e attivo nell’est del paese, è nato nel 2014 dalla scissione della coalizione Seleka, composta di gruppi armati a dominante musulmana che rovesciarono Bozizé nel 2013.

Camerun: morto a 91 anni il cardinale Christian Tumi, una vita contro il regime

E’ morto venerdì scorso in Camerun, all’età di 91 anni, il cardinale e arcivescovo emerito di Douala Christian Wiyghan Tumi, pastore che ha lasciato il segno nella chiesa e nella società camerunese per il suo parlare franco e per la sua radicale opposizione al regime del presidente Paul Biya, al potere dal 1982.

Il cardinale si è speso tutta la vita per l’avvento della democrazia e per la denuncia del sistema di corruzione e di oppressione imperante nel paese. Negli ultimi anni si è distinto per la mediazione nel conflitto interno al paese con le zone separatiste anglofone occidentali. Un impegno che gli ha valso un sequestro lampo il 4 novembre scorso nella località di Ndop, nell’ovest del paese.