(Credit: Zuhair Abusrewil)

Oggi parliamo della morte di un minore torturato in Libia, salvato in mare e rimasto senza cure per due settimane, del movimento Hirak, tornato a manifestare in Algeria, e della scarcerazione di un centinaio di jihadisti in Mali.

Migranti: in quarantena nonostante il tampone negativo, morto un ragazzino ivoriano vittima di torture, salvato in mare 

È arrivato in Italia il 18 settembre, non accompagnato, in grave stato di salute e malnutrizione, con il corpo martoriato da segni di torture. Nonostante questo, Abou, ragazzino ivoriano di 15 anni salvato in mare dalla Open Arms, è stato messo in quarantena per quindici giorni sulla nave Allegra, secondo le procedure Covid-19 messe in atto per i migranti, nonostante il suo tampone fosse negativo.

Solo dopo essere entrato in coma, sabato scorso, il ragazzino è stato trasferito all’ospedale Ingrassia di Palermo, dove è stato immediatamente intubato e dove è morto ieri pomeriggio, alle ore 15.30. A denunciare la storia e a chiedere giustizia, è oggi la tutrice che era stata assegnata al minore, la sociologa Alessandra Puccio.

Algeria: tornato a manifestare in piazza il movimento Hirak

È tornato in strada il movimento algerino Hirak. Marce e manifestazioni si sono svolte ieri per celebrare l’anniversario della rivolta popolare del 5 ottobre 1988 e per chiedere un regime democratico. Sfidando il divieto di tutte le riunioni pubbliche per il Covid-19, i manifestanti hanno chiesto il rilascio degli oltre 60 prigionieri dell’Hirak, il movimento anti-regime, nato nel febbraio del 2019.

Ad Algeri, tra i 400 e i 500 manifestanti hanno cercato di marciare nel centro della città prima di essere bloccati dalla polizia. Questa manifestazione – la prima nella capitale dall’interruzione delle marce a metà marzo – è stata dispersa e diverse persone arrestate. Il Comitato nazionale per la liberazione dei detenuti, un’associazione che sostiene i prigionieri di coscienza, ha segnalato più di venti arresti, inclusi studenti.

Mali: varato il governo di transizione, scarcerati un centinaio di jihadisti

In Mali è stato varato ieri il governo di transizione con quattro ministeri chiave – Difesa Sicurezza, Amministrazione territoriale e Riconciliazione – affidati ai militari che il 18 agosto hanno deposto il presidente Boubacar Keita. Il nuovo esecutivo dovrà condurre il Mali a elezioni entro 18 mesi. Lo scorso fine settimana, intanto, sono stati liberati un centinaio di jihadisti.

Agenzie di stampa e fonti locali affermano che la liberazione è avvenuta al centro e al nord del paese, in particolare vicino alla città di Tessalit, al confine con l’Algeria. L’operazione punterebbe a far liberare alcuni ostaggi come Soumaïla Cissé, leader dell’opposizione a Keita, rapito lo scorso marzo, e l’operatrice umanitaria francese Sophie Pétronin sequestrata nel dicembre del 2016 nel nord del Mali.