Oggi parliamo della condanna della Corte dei conti europea sull’operato di Frontex, di crescenti tensioni tra i vertici del governo transitorio in Sudan e di sanzioni Usa per il conflitto separatista in Camerun. 

Europa: la Corte dei conti boccia l’operato di Frontex

Inefficace e opaca. Questo, in due parole, il giudizio che la Corte dei conti europea esprime su Frontex, l’agenzia che controlla le frontiere.
Con una relazione speciale, i revisori dei conti sottolineano l’inefficacia dell’operato di Frontex, nonostante l’aumento esponenziale di risorse finanziarie e umane per sostenere la “lotta contro l’immigrazione illegale e i reati transfrontalieri”.
Sotto accusa anche l’opacità nella diffusione delle informazioni dei costi reali, sebbene l’agenzia sia pubblica e quindi debba rispondere del proprio operato.
Il fallimento della gestione del direttore Leggeri, già sotto accusa dal 2020 per respingimenti illegali, ha più voci: mancato coordinamento, scarsa trasparenza, inefficacia.
Frontex costa 900 milioni di euro annui e vanta 10mila dipendenti da qui al 2027.

Sudan: Hemetti rifiuta l’integrazione delle Rsf nell’esercito

Il vicepresidente del Consiglio sovrano, il generale Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti, ha pubblicamente rifiutato l’integrazione delle sue milizie, le Forze di supporto rapido (Rsf), in un esercito sotto un comando unificato.
«Parlare dell’integrazione delle Rsf nell’esercito potrebbe distruggere il Paese», ha detto venerdì scorso, durante una cerimonia a Khartoum.
L’affermazione rivela un antagonismo crescente tra i vertici del governo sudanese.
Il progetto d’integrazione è infatti sostenuto dal numero uno della transizione e comandante in capo delle forze armate, generale Abdel Fattah al-Burhane, e dalle forze civili che co-dirigono il Paese.

Camerun: sanzioni Usa a responsabili delle violenze nelle zone anglofone

Gli Stati Uniti, dopo la parentesi Trump, tornano a seguire da vicino le vicende africane. Washington ha annunciato restrizioni sui visti per poter entrare negli Usa ai responsabili di violenze nell’ovest anglofono del Camerun, che si ritiene marginalizzato, dove da quattro anni è in corso un conflitto che oppone gruppi armati separatisti all’esercito.
Gli Usa chiedono che si apra un dialogo senza condizioni per risolvere la crisi.
Intanto, Human Rights Watch denuncia l’arresto arbitrario di un avvocato camerunese, difensore di separatisti, con l’accusa di “incitazione al terrorismo”.
L’avvocato Amungwa è stato arrestato il 31 maggio in una gendarmeria di Yaoundé dove si trovava per assistere uno dei suoi clienti.
È stata rigettata la domanda di scarcerazione sotto cauzione.