Proteste a Khartoum (Credit: archivio Nigrizia)

Oggi parliamo delle nuove manifestazione contro la giunta militare al potere in Sudan, del vertice Cina-Africa concluso in Senegal e della lotta all’Aids penalizzata dalla pandemia di Covid-19. 

Sudan: disperse con lacrimogeni imponenti proteste contro i militari a Khartoum

Le forze di sicurezza sudanesi hanno lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti sulla folla di decine di migliaia di manifestanti riuniti ieri nel centro di Khartoum, impedendogli di raggiungere il palazzo presidenziale. I comitati di resistenza chiedono l’abolizione dell’accordo che dal 21 novembre ha ripristinato il primo ministro civile Abdalla Hamdok dopo il colpo di stato militare del 25 ottobre. Altre proteste hanno avuto luogo nelle principali città, tra cui Port Sudan, Kassala, Nyala e Atbara. Intanto sul confine con l’Etiopia, nella contesa regione di al-Fashaga, si sono registrati nuovi combattimenti tra l’esercito sudanese e le truppe etiopiche sostenute da milizie amhara, tre giorni dopo la battaglia tra le due fazioni che ha provocato la morte di decine di soldati.

Vertice Cina-Africa: Pechino punta a rafforzare la cooperazione nel continente 

Nei prossimi anni si punta a rafforzare una cooperazione che sia vantaggiosa tanto per i 54 stati africani quanto per Pechino. È questo l’esito del Forum Cina-Africa che si è concluso ieri Dakar, in Senegal, dopo tre giorni di confronto. La cooperazione riguarderà in particolare gli ambiti delle infrastrutture, dell’agricoltura, della sicurezza, del commercio e della sanità pubblica, con la promessa del presidente Xi Jinping di fornire quanto prima all’Africa un miliardo di dosi dei vaccini anti Covid-19. Nel testo finale si dice anche che la Cina – che finanzia progetti infrastrutturali in molti paesi e che certamente esercita una certa influenza – non si intrometterà negli affari interni dei singoli stati.

Giornata mondiale per la lotta all’Aids: in Africa progressi vanificati dalla pandemia di Covid-19

I blocchi e le restrizioni dovute al Covid-19 hanno gravemente interrotto i test per la diagnosi e le cure per l’Hiv/Aids in tutto il mondo. In Africa vivono i due terzi dei sieropositivi a livello globale (25,7 milioni), l’80% dei quali sono donne tra 15 e 19 anni. Secondo Unaids, sei nuove infezioni da Hiv su sette tra gli adolescenti dell’Africa sub-sahariana si stanno verificando tra ragazze adolescenti. Il paese più colpito, nel continente e nel mondo, è il Sudafrica, con oltre 7,7 milioni di persone che hanno contratto il virus. Il paese registra anche la più grande epidemia di Hiv nelle donne in gravidanza (oltre un terzo delle quali ha contratto il virus) con uno dei più alti tassi di trasmissione verticale (dalla madre al bambino), stimato al 3,9% nel 2020.

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