Lo scrittore ugandese Kakwenza Rukirabashaija

Oggi parliamo del ritorno in carcere del romanziere ugandese accusato di offese al presidente e a suo figlio, di arresti di militari accusati di preparare un golpe in Burkina Faso e delle reazioni internazionali alle sanzioni imposte ai golpisti in Mali. 

Uganda: torna in carcere il romanziere Rukirabashaija, accusato di offese al presidente e a suo figlio 

In Uganda il popolare romanziere Kakwenza Rukirabashaija è stato incarcerato lunedì nella prigione di Kitalya fino al 21 gennaio, quando è fissata una nuova udienza in tribunale. Lo scrittore, arrestato il 29 dicembre, è accusato di comunicazioni offensive per aver “disturbato la pace del presidente Museveni” e di suo figlio, il generale Muhoozi Kainerugaba, con alcuni post sui social media. Il 4 gennaio il tribunale ne aveva ordinato la scarcerazione. Per il vincitore del prestigioso premio internazionale per la scrittura coraggiosa del Pen Pinter Prize si tratta del terzo arresto in meno di due anni. Il primo fu nell’aprile 2020 per il suo romanzo The Greedy Barbarian (L’avido barbarico), un racconto di fantasia sulla corruzione di alto livello. Fu nuovamente arrestato nel settembre successivo per il suo secondo romanzo intitolato Banana Republic, che descriveva le torture subite.

Burkina Faso: arrestati 8 militari accusati di complottare un colpo di stato

La procura militare di Ouagadougou ha comunicato di aver arrestato 8 militari. Sono accusati aver pianificato un «progetto per destabilizzare le istituzioni», che doveva essere messo in atto dopo le manifestazioni del 27 novembre scorso, quando centinaia di burkinabè sono scesi in piazza contro il governo, ritenuto incapace di contrastare le violenze jihadiste nel nord del paese. Tra gli arrestati, il colonnello Emmanuel Zoungrana, capo del 12° reggimento di fanteria e comandante delle forze impegnate nella lotta contro i gruppi armati. Il Burkina Faso è dal 2015 nel mirino dei gruppi jihadisti affiliati ad al-Qaida e al gruppo Stato islamico.

Mali: la comunità internazionale divisa sulle sanzioni della Cedeao alla giunta golpista

Le pesanti sanzioni contro la giunta militare in Mali – decise domenica scorsa dalla Comunità economica dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) per indurre i militari, al potere dall’agosto 2020, a fissare al più presto la data delle elezioni e il ritorno del governo ai civili – stanno creando schieramenti e contrapposizioni internazionali. Ieri Russia e Cina hanno bloccato un testo del Consiglio di sicurezza dell’Onu favorevole alle sanzioni. Il ministro degli esteri della Francia, Le Drian, ha affermato che i mercenari del gruppo russo Wagner sono in Mali non per combattere il terrorismo ma per sostenere la giunta golpista. Ed è attesa per domani una presa di posizione dei ministri degli esteri dell’Unione europea in merito alle misure prese dalla Cedeao.

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