Oggi parliamo dell’aumento di migranti morti nel Mediterraneo e dei respingimenti in Libia, della controversa presenza di militari eritrei in Etiopia e dell’arresto in Algeria dell’ex segretario generale del ministero della difesa. 

Migranti: aumentati del 130% i morti in mare nei primi sei mesi dell’anno

Aumenta il numero dei morti in mare e quello dei respingimenti. L’Oim, in un nuovo rapporto, afferma che sarebbero almeno 1.146 le persone morte nel tentativo di raggiungere l’Europa nella prima metà del 2021.
La maggior parte dei decessi di quest’anno è stata registrata nel mar Mediterraneo (896), che si conferma la rotta più pericolosa con un aumento del 130%.
A chi muore nella traversata si somma, secondo il report, il numero di coloro che vengono riportati indietro dalla guardia costiera libica: oltre 16mila persone dall’inizio dell’anno.
Un dato, che arriva proprio il giorno prima del voto del governo italiano al nuovo stanziamento per finanziare l’addestramento dei guardacoste libici e la manutenzione dei mezzi navali di Tripoli: 10,5 milioni di euro, mezzo milione in più rispetto al 2020.

Etiopia: il Consiglio Onu per i diritti umani chiede il ritiro delle truppe eritree dal Tigray

Il capo dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) Filippo Grandi, ha denunciato “rappresaglie, rapimenti, arresti e violenze contro i rifugiati eritrei” nella regione del Tigray, attaccati perché scambiati per soldati dell’esercito di Asmara, alleato del governo di Addis Abeba contro la ribellione armata del Tplf.
E proprio ieri il Consiglio Onu per i diritti umani ha approvato una risoluzione che chiede il “rapido e verificabile” ritiro delle truppe eritree dal Tigray, accusando Asmara di “esacerbare il conflitto”.
Una risoluzione che ha visto l’astensione o il voto contrario del blocco dei paesi africani che chiedono invece di attendere l’esito delle indagini in corso da parte delle Commissioni per i diritti umani dell’Onu e dell’Etiopia, previsto ad agosto.
La risoluzione è stata prontamente condannata dal ministero degli esteri etiopico che ha parlato di una mossa “motivata politicamente”.

Algeria: arrestato l’ex segretario generale del ministero della difesa

In Algeria è stato arrestato il maggiore generale Abdelhamid Ghriss, ex segretario generale del ministero della difesa dell’Algeria. Lo scrive il quotidiano El Watan.
Diverse le accuse da cui si deve difendere, tra cui “arricchimento senza causa”, “abuso d’ufficio” e “appropriazione indebita di fondi pubblici”.
I fatti risalirebbero al periodo in cui Ghriss era nella cerchia ristretta del defunto Gaid Salah, l’uomo della transizione post Bouteflika.
Secondo la fonte, il generale Ghriss sarebbe anche un “attore importante” della rete dietro la cosiddetta “guerra di disinformazione” che veniva condotta sui principali social network nel 2019, prendendo di mira personaggi pubblici, politici, attivisti o imprenditori.
C’è la convinzione che se Ghriss dovesse parlare, cadrebbe una fetta importante delle istituzioni algerine.

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