Oggi parliamo dei dati del rapporto Moressa sull’economia del lavoro straniero in Italia, del processo contro un ex parlamentare in Burundi e di un premio letterario assegnato a un giornalista da 19 anni in carcere in Eritrea.

Rapporto Fondazione Moressa: il lavoro straniero in Italia rappresenta il 9,5% del Pil

147 miliardi, pari al 9,5% del Pil. Questo è il valore del lavoro straniero in Italia. A stabilirlo, è il decimo Rapporto della Fondazione Leone Moressa, appuntamento annuale sull’economia dell’immigrazione. Il saldo attivo tra i contributi e le imposte versate e i servizi ricevuti, è pari a 500 milioni l’anno.

Un saldo importante, se si tiene conto del fatto che in questi ultimi nove anni, è crollato il numero dei permessi di soggiorno per lavoro. Oggi, gli occupati stranieri in Italia sono 2,5 milioni, aumentati di 600mila unità dal 2010. Un’occupazione prevalentemente maschile, concentrata nelle professioni meno qualificate, cui si deve un introito importante nelle casse del paese, vista la giovane età dei contribuenti.

Burundi: Hrw preoccupata per l’arresto dell’ex deputato Fabien Banciryanino

Human right watch si dice preoccupata per le azioni legali contro l’ex deputato burundese Fabien Banciryanino, arrestato l’8 ottobre con l’accusa di minaccia alla sicurezza dello stato. L’ong afferma che il processo all’ex parlamentare indipendente mette in discussione le speranze di riforma e di invertire il ciclo repressivo in Burundi.

Banciryanino è noto per essere un convinto difensore dei diritti umani. A febbraio aveva votato contro una legge che conferiva all’allora presidente Pierre Nkurunziza lo status ufficiale di “Guida suprema del patriottismo”. Il 7 ottobre, ha scritto una lettera alla Commissione nazionale indipendente per i diritti umani del Burundi, sostenendo di essere perseguito per i suoi discorsi costituzionalmente protetti.

Assegnato al giornalista eritreo Amanuel Asrat il premio letterario Scrittore internazionale di Coraggio 2020 

L’organizzazione britannica per la libertà di espressione Pen ha assegnato lunedì il prestigioso premio letterario per lo Scrittore Internazionale di Coraggio 2020 al poeta e giornalista eritreo Amanuel Asrat, disperso in una prigione nel suo paese dal settembre 2001.

Asrat è uno dei prigionieri politici in carcere da più tempo nel mondo e, si dice, uno degli ultimi sopravvissuti ai raid organizzati 19 anni fa dal regime di Asmara come parte di una repressione contro i critici del governo. All’epoca del suo arresto era direttore del quotidiano eritreo Zemen. Di lui, da allora non si è saputo più nulla.