Manifestazione contro il presidente Farmaajo a Mogadiscio (Credit: hiiraan.com)

Oggi parliamo di proteste antigovernative nella capitale della Somalia, dell’arresto di 17 presunti terroristi in Algeria e della richiesta di chiusura di 14 canali YouTube in Uganda.

Somalia: manifestazione contro il presidente Farmaajo a Mogadiscio

Sale la tensione in Somalia che ieri ha interrotto le relazioni diplomatiche con il vicino Kenya, accusato di ingerenze nella sua politica interna. Sempre ieri a Mogadiscio sono si sono svolte proteste antigovernative degenerate in scontri a fuoco tra uomini armati che proteggevano i manifestanti e le forze di sicurezza.

I manifestanti accusano il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmaajo” di ritardare le elezioni legislative per favorire la sua rielezione nel 2021. Le votazioni, in entrambe le camere del parlamento, erano previste all’inizio di questo mese, ma sono state ostacolate da disaccordi sulla composizione del consiglio elettorale.

Algeria: arrestati 17 presunti islamisti in un’operazione anti-terrorismo

In Algeria le forze di sicurezza hanno arrestato nelle ultime due settimane 17 islamisti, accusati di essere legati a “gruppi terroristici” in diverse regioni del paese. La notizia è stata data dal ministero della difesa, che ha riferito anche di un islamista armato a Tamanrasset, nell’estremo sud del paese, non lontano dal confine con il Mali, trovato in possesso di una mitragliatrice, due lanciarazzi RPG e munizioni.

A Boumerdès (nel nord del paese) e a Sidi Bel Abbès (nel nord-ovest), sono invece state ritrovate, e distrutte, delle bombe artigianali. Il 1° dicembre il ministero della difesa aveva annunciato la morte di tre “terroristi veterani” durante uno scontro con l’esercito nello Jijel (nord-est).

Uganda: chiesta la chiusura di 14 canali YouTube. Alcuni sono del candidato alla presidenza Bobi Wine

Il regolatore ugandese del settore delle comunicazioni ha chiesto a Google, proprietaria di YouTube, di chiudere 14 canali che presume siano collegati ai disordini scoppiati il mese scorso nella capitale Kampala e in altre grandi città, in seguito all’arresto dell’oppositore candidato alla presidenza Robert Kyagulanyi, noto come Bobi Wine.

Alcuni dei canali YouTube destinati alla chiusura sono collegati al popolare politico, ma il capo degli affari legali della commissione ugandese delle comunicazioni (Uganda Communications Commission) ha detto all’agenzia Bloomberg che si tratta solo di “una coincidenza”. Gli ugandesi voteranno il 14 gennaio per un nuovo parlamento e presidente, e la campagna elettorale per le opposizioni, si svolge prevalentemente online. Il presidente in carica, il 76enne Yoweri Museveni, al potere da oltre tre decenni, cerca la rielezione.

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