Raduno di manifestanti a Kherrata, in Algeria (theafricanmirror.africa)

Oggi parliamo del grande raduno di ieri del movimento di protesta Hirak in Algeria, della vendita di armi americane all’Egitto e della corruzione rampante in Mozambico.

Algeria: in migliaia in piazza ieri per celebrare la nascita del movimento Hirak

Una grande folla si è radunata ieri a Kherrata, nell’est dell’Algeria, per celebrare il 2° anniversario della rivolta popolare che ha estromesso il presidente Abdelaziz Bouteflika dal potere. Su immagini diffuse dai media locali e dai social network, i manifestanti hanno sventolato bandiere algerine e Amazigh (berbere), intonando slogan di Hirak. Kherrata, 300 km a est di Algeri, è considerato il luogo di nascita del movimento.

Il 16 febbraio 2019, una mobilitazione spontanea aveva riunito migliaia di algerini contrari al quinto mandato presidenziale di Bouteflika. Una settimana dopo, il 22 febbraio, la protesta si era estesa ad Algeri, quindi al resto del Paese, dando vita a un inedito movimento popolare, che chiede “lo smantellamento del sistema”. Le marce di Hirak sono ferme dal marzo 2020, per il coronavirus.

Egitto: approvata la vendita di armi Usa per quasi 200 milioni di dollari

Ieri il governo degli Stati Uniti ha approvato una vendita di armi all’Egitto per quasi 200 milioni di dollari. Si tratta di 168 missili tattici. Il Dipartimento di Stato ha dichiarato di aver approvato la vendita, soggetta a revisione del Congresso, perché l’Egitto «continua a essere un importante partner strategico in Medioriente».

Tuttavia Biden ha promesso di prendere una posizione più ferma sulle questioni dei diritti umani rispetto a Trump, che aveva definito il presidente egiziano al-Sisi come il suo «dittatore preferito». E per Biden il primo banco di prova riguarda un avvocato americano di origini egiziane, Mohamed Soltan, che ha accusato la polizia egiziana di aver intimidito 6 suoi parenti, e arrestando 2 cugini. Soltan, militante dei Fratelli musulmani, era scappato negli Usa dopo il golpe del 2013.

Mozambico: nel 2020 la corruzione ha sottratto quasi 17 milioni di dollari dalle casse statali

L’Ufficio centrale di lotta contro la corruzione (Gccc) del Mozambico ha rivelato che solo nel 2020, la corruzione ha provocato la deviazione di quasi 17 milioni di dollari dal bilancio dello Stato a beneficio dei dirigenti pubblici e ha criticato quella che considera una mancanza di mobilitazione della società contro questo fenomeno.

Il direttore nazionale delle risorse umane del ministero dell’amministrazione statale e del servizio pubblico, Grilo Lubrino, dice che 200 funzionari pubblici e agenti statali sono stati denunciati e condannati penalmente l’anno scorso per vari atti di corruzione, tra cui malversazione, riscossioni illecite e irregolarità nell’assegnazione di contratti di lavori pubblici.