Crisi alimentare in Sud Sudan (unmultimedia.org)

Oggi parliamo dell’emergenza umanitaria per 13 milioni di persone in Sud Sudan e Nigeria, dell’inefficacia dell’embargo sulle armi in Libia e della condanna di un signore della guerra nella Rd Congo.

Onu: assistenza umanitaria per 2,7 miliardi di dollari in Sud Sudan e Nigeria

L’Onu ha lanciato programmi di assistenza umanitaria, per un totale di 2,7 miliardi di dollari, per aiutare 13 milioni di persone in Nigeria e Sud Sudan.
Il più grande di questi programmi, che richiede 1,7 miliardi di dollari, mira ad aiutare 6,6 milioni di persone in Sud Sudan. L’altro miliardo di dollari dovrebbe invece affrontare la crisi umanitaria nel nord-est della Nigeria.

Secondo l’Onu, «più di 6,5 milioni di persone nella regione sono a rischio di carestia acuta durante la prossima stagione magra, in particolare a causa dell’escalation di violenza e sfollamento della popolazione». Le condizioni peggiori da 4 anni a questa parte. L’anno scorso, gli operatori umanitari hanno ricevuto poco più della metà dei finanziamenti necessari per questo programma.

Libia: “totalmente inefficace” l’Ombargo Onu sulle armi

L’embargo che dovrebbe prevenire la vendita di armi alla Libia, imposto dal 2011, è «totalmente inefficace». Lo afferma un rapporto delle Nazioni Unite, che sottolinea come le violazioni siano «ampie e palesi». La commissione che ha stilato il documento indica come responsabili i paesi che appoggiano le varie parti in conflitto, ma anche mercenari come il Wagner group russo o l’ex capo dell’azienda di sicurezza militare Blackwater, Erik Prince.

Nel rapporto si copre il periodo che va da ottobre 2019 a gennaio 2021, nel quale «gli stati che sostengono le parti in conflitto hanno compiuto violazioni ampie, palesi e in completo spregio delle sanzioni», si legge. Inoltre, «il loro controllo della catena di approvvigionamento complica l’individuazione, il contrasto o il blocco dell’afflusso di armi».

Rd Congo: condannato all’ergastolo signore della guerra nella regione del Kasai centrale

Un segnale contro l’impunità nella Repubblica democratica del Congo. Il tribunale militare di Kananga, capoluogo della provincia del Kasai Centrale, ha condannato all’ergastolo Laurent Nsubu Katende, capo di una milizia che tra il 2016 e il 2019 ha tentato l’insurrezione armata. Katende è stato riconosciuto colpevole di crimini di guerra avvenuti all’inizio del 2017 nel territorio di Kazumba.

Al processo più di 230 persone si sono costituite parte civile. Le vittime hanno ottenuto anche degli indennizzi finanziari. Secondo l’ong Trial International i tre anni di conflitto hanno provocato più di 3mila vittime: l’ong si augura che questo processo sia il primo di una serie per fare luce sui massacri compiuti da altre milizie e anche dalle forze armate congolesi.

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