Un peacekeeper della missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (Unmiss) tra gli sfollati interni a ovest di Juba. (Foto ONU / Isaac Billy)

Oggi parliamo dell’allarme dell’Onu per l’aumento di conflitti inter-comunitari in Sud Sudan, degli sviluppi dell’offensiva militare dell’Etiopia nella regione del Tigray e del contestato articolo 333 del nuovo codice penale in Angola.

Sud Sudan: allarme dell’Onu per l’aumento di conflitti inter-comunitari

Le Nazioni Unite hanno lanciato ieri un allarme per l’aumento di conflitti inter-comunitari che rischia di far deragliare gli accordi di pace siglati nel settembre 2018. Più di 1.000 persone sono state uccise nello stato centrale di Warrap negli ultimi sei mesi e 400 rapite in conflitti comunitari nello stato orientale di Jonglei, dove i morti si contano a centinaia.

Una volta che la stagione secca arriverà, a gennaio, il potenziale per un ulteriore conflitto in questi stati resta alto, avverte l’Onu. Gli osservatori sottolineano inoltre che i principi chiave dell’accordo di pace, come l’unificazione degli ex gruppi armati sotto un unico esercito, non sono progrediti.

Etiopia: iniziata l’offensiva finale contro il Tigray, bloccati i conti di aziende vicine al Tplf

Dopo 14 giorni di offensiva militare in Etiopia il primo ministro Abiy Ahmed ha lanciato l’assalto finale alla regione ribelle del Tigray. Le truppe etiopiche stanno marciando sulla capitale della regione, Macallé. Addis Abeba accusato i tigrini di aver distrutto i ponti che collegano la città con il resto del paese, nel tentativo di fermare l’avanzata dell’esercito etiopico che controlla Shire, sul fronte occidentale, e le località di Raya, Chercher, Gugufto e Mehoni, sul fronte orientale.

Ieri governo etiopico ha annunciato il congelamento dei conti bancari di 34 imprese, legate ai leader del Fronte di liberazione popolare del Tigray (Tplf). Le società si occupano di finanza, estrazione mineraria, tessile, edilizia, commercio all’ingrosso, trasporti, produzione e altri settori. Intanto i rifugiati in Sudan sono saliti a 27mila secondo Unhcr che parla di “una crisi umanitaria su vasta scala”.

Angola: giuristi e attivisti contestano l’articolo 333 del nuovo codice penale

In Angola giuristi e attivisti denunciano che l’articolo 333 del nuovo codice penale, che entrerà in vigore nel febbraio 2021, viola la libertà di espressione. La norma prevede pene detentive da sei mesi a tre anni di carcere per chiunque “attacchi il presidente della repubblica”.

Secondo João Malavindele, coordinatore dell’organizzazione non governativa Omunga, nel controverso articolo 333 “il legislatore porta una dimostrazione di forza che mette in pericolo la libertà di pensiero e la libertà di espressione”. Il nuovo codice penale sancisce però anche passi avanti importanti per il riconoscimento e la depenalizzazione dei rapporti tra persone gay, bisessuali e LGBT.