Colpo di stato militare in Mali (Credit: nuevoperiodico.com)

Oggi parliamo del colpo di stato militare avvenuto ieri in Mali, della costruzione di un nuovo muro anti-migranti nelle enclavi spagnole al confine col Marocco e dell’accordo politico tra oppositori in vista delle elezioni presidenziali in Burkina Faso

Mali: colpo di stato militare, deposto il presidente Boubacar Keita

La situazione politica in Mali rimane fluida dopo che la notte scorsa un gruppo di militari in rivolta ha arrestato e costretto alle dimissioni il presidente Boubacar Keita, al potere dal 2013 e riconfermato nel 2018. Keita è da mesi contestato dalla società civile che ne ha chiesto in piazza le dimissioni, considerandolo non in grado di gestire il paese e la lotta al jihadismo. I militari hanno annunciato la creazione di un comitato nazionale che gestirà la transizione fino a nuove elezioni. Contro il colpo di mano si sono espressi la Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale, l’Unione africana, il segretario Onu Antonio Guterres e la Francia. La società civile maliana ha preso le distanze dal colpo di stato, ma manca una dichiarazione ufficiale dei leader della protesta.

Migranti: la Spagna annuncia la creazione di un nuovo muro a Ceuta e Melilla

Sarà il muro anti-migranti più alto al mondo. E sorgerà tra due città simbolo delle barriere migratorie: Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole in terra marocchina, dove ora si trovano i sei metri di filo spinato voluti nel 2005 da Zapatero. L’annuncio arriva dal premier socialista Pedro Sanchez e dal suo ministro dell’interno, Fernando Grande Marlaska.

Il nuovo muro sarà di acciaio e legno, alto undici metri e costerà oltre 17 milioni di euro. La sua altezza supererà il muro al confine con il Messico, alto più di 9 metri. Entro pochi mesi, assicura il governo, la barriera sarà operativa e percorrerà la linea di confine per 8 chilometri a Ceuta e 12 a Melilla. Il muro, dotato di 66 telecamere, avrà 14 videocamere dotate di rilevazione termica e sensori di riconoscimento.

Burkina Faso: accordo politico tra oppositori in vista delle elezioni presidenziali

Otto possibili candidati alle presidenziali e 22 partiti politici hanno firmato ieri a Ouagadougou un accordo politico in vista delle elezioni del 22 novembre. Tra i firmatari Zéphirin Diabré, leader dell’opposizione, Tahirou Barry, ex ministro della cultura, Yacouba Isaac Zida, ex primo ministro durante la transizione e Kadré Désiré Ouédraogo, ex primo ministro di Blaise Compoaré.

L’accordo prevede il sostegno comune al candidato che riuscirà ad arrivare al secondo turno. Nel caso, invece, in cui siano due i candidati a giungere al ballottaggio, ognuno è libero di sostenere il suo prescelto. La ricezione delle candidature avverrà dal 28 settembre al 3 ottobre. Per l’organizzazione delle elezioni, il governo burkinabè ha messo a disposizione 52 miliardi di franchi Cfa.