Oggi parliamo della compensazione milionaria di una compagnia mineraria britannica accusata di violazioni dei diritti umani in Tanzania, della crisi dei migranti nell’enclave spagnola di Ceuta, in Marocco e della lotta alla pirateria nel Golfo di Guinea.

Tanzania: risarcimento milionario della compagnia mineraria britannica Petra Diamonds alle vittime di abusi 

In sede di patteggiamento la compagnia mineraria britannica Petra Diamonds ha accettato di pagare 4,3 milioni di sterline (quasi 5 milioni di euro) a titolo di risarcimento a 71 tanzaniani che hanno subito gravi violazioni dei diritti umani nella miniera di Shinyanga, in Tanzania, gestita dalla filiale locale di Petra, Williamson Diamonds Ltd, che afferma di essere un produttore di “diamanti etici”.
I ricorrenti tanzaniani si sono rivolti all’Alta corte di Londra, sostenendo che il personale di sicurezza (contractors dell’agenzia Zenith), avrebbe aggredito, detenuto e torturato dei minatori illegali, uccidendone almeno sette, tra novembre 2020 e gennaio 2021.
Altri 25 reclami sono ancora oggetto di indagine nell’ambito del procedimento penale, il che potrebbe aumentare il totale della compensazione alle vittime.

Migranti: tensioni crescenti tra Spagna e Marocco

Caos migranti a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, per l’arrivo in massa di almeno 8mila persone in meno di due giorni.
La Spagna ha schierato l’esercito e ne ha già rimandato indietro la metà. È una crisi senza precedenti.
Mai prima d’ora Madrid aveva dovuto gestire un così alto numero di migranti arrivati in un territorio che non supera gli 85mila abitanti.
Siamo tuttavia di fronte a una crisi diplomatica tra Spagna e Marocco. Il sospetto, infatti, è che Rabat stia attuando una ritorsione per come Madrid sta gestendo il ricovero sul suo territorio del leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali.
E forse non è un caso che proprio ieri il tribunale spagnolo dell’Audiencia Nacional abbia riaperto l’indagine per genocidio, terrorismo, tortura e altri capi d’accusa, contro il capo della guerriglia separatista del Sahara Occidentale.

Golfo di Guinea: le compagnie di navigazione chiedono più impegno contro la pirateria

In un documento comune, le principali compagnie di navigazione internazionali hanno chiesto la creazione di una coalizione per combattere la piaga della pirateria nel Golfo di Guinea, dove lo scorso anno i rapimenti armati di marittimi hanno raggiunto livelli record.
La rotta di navigazione che si estende dal Senegal all’Angola, attraverso il Golfo di Guinea, ha visto i pirati, per lo più nigeriani, attaccare sempre più al largo e con modalità sempre più sofisticate e violente, le navi commerciali.
Un gruppo di circa 100 spedizionieri, compagnie marittime e associazioni di categoria, ha firmato una dichiarazione in cui si chiede una maggiore cooperazione straniera e una migliore condivisione delle informazioni tra gli attori, per frenare la pirateria.
Già oggi diverse navi dei paesi dell’Unione europea stanno pattugliando l’area.