Il premier tunisino Hichem Mechichi (Credit: middle-east-online.com)

Oggi parliamo del via libera al nuovo governo tecnico in Tunisia, delle dichiarazioni dell’arcivescovo di Abidjan in vista delle elezioni in Costa d’Avorio e dell’appello all’unità nazionale lanciato dal primo ministro etiopico Abiy Ahmed.

Tunisia: via libera dal parlamento al nuovo governo tecnico di Mechichi 

Il parlamento tunisino ha dato il via libera stanotte a un nuovo governo, guidato dall’ex ministro dell’interno Hichem Mechichi. Dopo una seduta di quasi 15 ore, il nuovo esecutivo ha avuto la fiducia, con 134 voti a favore e 67 contrari. Il governo è composto prevalentemente da tecnici, funzionari, accademici e dirigenti di aziende private.

Alla fine, i due grandi partiti – Kalb Tounes (Cuore di Tunisia) ed Ennahda – hanno deciso di sostenere il progetto. Mechichi, considerato un uomo di fiducia del presidente Kais Saied, guida un governo con 25 ministri e 3 segretari di stato (tra cui 8 donne). Cinque le sue priorità: fermare l’emorragia delle finanze pubbliche; razionalizzare debito e spesa pubblica; ripristinare la fiducia degli investitori; riformare il settore pubblico; proteggere le classi svantaggiate.

Costa d’Avorio: l’arcivescovo di Abidjan contro la candidatura a un terzo mandato del presidente Ouattara

La candidatura del presidente uscente Alassane Ouattara alle elezioni del 31 ottobre in Costa d’Avorio «non è necessaria». Lo ha detto il cardinale Jean-Pierre Kutwa, arcivescovo di Abidjan, in una lunga dichiarazione nella quale sottolinea che Ouattara – che si è presento per un terzo mandato, mentre la Costituzione ne prevede solo due consecutivi – «ha la responsabilità di essere il garante della Costituzione e dell’unità nazionale».

In riferimento agli scontri e alle tensioni che hanno attraversato il paese in queste settimane, il cardinale ha invitato gli ivoriani di ogni schieramento politico a «imboccare la via del dialogo e della concertazione nella ricerca di soluzioni a questa crisi». Jean-Pierre Kutwa è stato nominato cardinale da papa Francesco il 22 febbraio 2014.

Etiopia: appello del primo ministro all’unità nazionale 

Ieri il primo ministro Abiy Ahmed chiesto unità nazionale per contrastare le varie crisi aperte, dalla disoccupazione giovanile all’insurrezione nella regione dell’Oromia, alla provincia del Tigrai che sfida il governo federale indicendo elezioni il 17 settembre, nonostante il voto nazionale sia stato posticipato al prossimo anno.

Sempre ieri, dopo oltre 45 giorni di carcere, è stato rilasciato su cauzione il giornalista Guyo Wario. Ma almeno tre dei suoi colleghi dell’Oromia Media Network rimangono in custodia. Secondo Human Rights Watch 9mila persone sono finite in carcere e quasi 180 uccise durante la repressione delle proteste e delle violenze esplose nella regione Oromia dopo l’uccisione di Hachalu Hundessa, cantante e attivista oromo, il 29 giugno.