Alpha Condé, presidente della Guinea (The Economist)

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Nel Gr: è stata fissata la data del voto presidenziale in Guinea; in Camerun alcune popolazioni del sud denunciano l’espropriazione di terre; in Tanzania misure del governo restringono la libertà di espressione

Guinea: le elezioni presidenziali si terranno il 18 ottobre

Il presidente della Guinea, Alpha Condé, ha emesso un decreto e ha annunciato in diretta televisiva che le elezioni presidenziali si terranno il 18 ottobre prossimo. La Commissione elettorale indipendente ha confermato la data del voto e chiesto a partiti politici di presentare i nomi dei candidati entro domani, giovedì. Intanto è certo che Condé, 82 anni, si ripresenterà per la terza volta dopo il 2010 e il 2015, essendo riuscito a modificare la Costituzione, approvata con referendum il 22 marzo scorso, che prevedeva solo due mandati consecutivi. Secondo una liturgia piuttosto usuale, il partito di Condé, il Rassemblement del popolo di Guinea, lo ha designato la settimana scorsa, ma il presidente uscente non ha ancora accettato ufficialmente. Tra l’opposizione, una sola candidatura ufficiale, quella di Ousmane Kaba, espresso dal Fronte nazionale per la difesa della Costituzione.

Camerun: alcune popolazioni del sud denunciano l’espropriazione delle loro terre

Nel sud del Camerun, una superficie di 66mila ettari di terre coltivabili e particolarmente fertili rischia di essere tolta alle popolazioni locali che vivono di piccola agricoltura, caccia e raccolta di frutta. Un imprenditore, dopo aver avuto una concessione dalla pubblica amministrazione, sta delimitando alcuni ettari di terreno per farne una piantagione di cacao e alimentare così con fave di cacao la sua azienda di trasformazione situata nell’ovest del paese. Le popolazioni locali, che si sono costituite in un collettivo e si sono rivolte a degli avvocati, denunciano di non essere state minimamente coinvolte nelle trattative per la concessione e affermano che si tratta di una «espropriazione selvaggia». La vicenda è stata portata all’attenzione del presidente Paul Biya al quale si chiede di risolvere la controversia senza che si debba ricorrere alla magistratura.

Tanzania: giro di vite del governo sulla libertà di espressione, anche sul Covid-19

Forti restrizioni alla libertà di stampa in Tanzania. Le autorità del paese, sempre più intolleranti alle critiche, mettono la museruola all’informazione vista come minaccia soprattutto con l’avvicinarsi delle elezioni di ottobre, vietando a tutte le emittenti nazionali di trasmettere contenuti di produzione straniera senza l’autorizzazione del governo. Diverse organizzazioni della società civile hanno denunciato questa situazione che avvelena il clima sociale e restringe la libertà di espressione. Proibite anche le news sul coronavirus. Secondo fonti locali, la situazione è molto grave in diverse aree del paese dove la gente continua a morire senza essere registrata; del resto il governo ha deciso di non fornire i dati nemmeno all’Organizzazione mondiale della sanità.