Il presidente del Ciad Idriss Deby

Oggi parliamo della transizione in Ciad dopo la morte del presidente Deby, dell’appello ai leader mondiali contro la fame e dell’ultima mossa del presidente Tshisekedi che ridisegna i rapporti di forza nella Rd Congo.

Ciad: l’Ue chiede elezioni inclusive dopo la morte del presidente Idriss Deby

L’Unione europea interviene sulla transizione, gestita da un consiglio militare, che è stata aperta in Ciad dopo la morte del presidente Idriss Déby, avvenuta ieri in seguito alle ferite riportate in uno scontro con un gruppo armato nel nord del paese. Secondo l’Ue è necessario un rapido ritorno all’ordine costituzionale e lo svolgimento di nuove elezioni inclusive.

Il consiglio militare composto da 15 generali e presieduto dal figlio di Dèby ha sciolto governo e parlamento, stabilito il coprifuoco dalle 18 alle 5 su tutto il territorio nazionale e deciso che la fase di transizione che porterà alle elezioni avrà una durata di 18 mesi. Una decisione contestata dai partiti di opposizione, che chiamano in causa la Costituzione (che prevede elezioni immediate in caso di morte del presidente) e chiedono un dialogo nazionale inclusivo.

Appello di 250 ong ai leader mondiali: servono più aiuti per scongiurare la fame

Più di 250 ong, tra cui Oxfam, Save the Children e l’International Rescue Committee, hanno chiesto con urgenza ai governi internazionali di aumentare gli aiuti. In una lettera aperta indirizzata ai leader mondiali, le ong hanno affermato che fino a 270 milioni di persone stanno soffrendo una grave insicurezza alimentare quest’anno, con milioni di persone che “sono sull’orlo della carestia”.

La lettera, è uscita in concomitanza con un appello delle Nazioni Unite ad agire per scongiurare la carestia, dovuta in gran parte agli effetti dei cambiamenti climatici, che rischia di colpire i paesi più poveri, molti dei quali nell’Africa sub-sahariana.

Rd Congo: il presidente nomina un suo uomo a capo della Corte costituzionale

Il presidente della Rd Congo Felix Tshisekedi aggiunge un’altra tessera al suo mosaico che ridisegna il rapporti di forza nel paese. Dopo aver fatto saltare l’alleanza con Joseph Kabila che durava dal gennaio 2019, ha costruito una nuova maggioranza parlamentare e ha messo suoi uomini alla testa delle istituzioni.

Ieri ha collocato una personalità a lui vicina alla presidenza della Corte costituzionale: si tratta di Dieudonné Kaluba Dibwa, originario come Tshisekedi della provincia del Kasai. Va ricordato che il giudizio della Corte costituzionale è decisivo nello stabilire la validità di un processo elettorale e nel valutare eventuali ricorsi. Le prossime elezioni generali sono previste per dicembre 2023, l’organo chiamato a gestirle è la Commissione elettorale, la cui riforma e all’esame del parlamento.

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