Immigrati in sciopero della fame nella chiesa di Saint-Jean-Baptiste au Béguinage (Credit: meltingpot.org)

Oggi parliamo della preoccupazione per la vita di 475 stranieri in sciopero della fame da due mesi in Belgio per un permesso di soggiorno, della drammatica situazione sanitaria in Tunisia e Libia, e di malversazione nella gestione dei fondi a sostegno dei più poveri in Kenya.

Belgio: preoccupazione per 475 stranieri in sciopero della fame da due mesi per un permesso di soggiorno

Si sono rinchiusi in 475 nella chiesa di San Giovanni Battista al Beghinaggio e in due campus universitari, a Bruxelles, e da quasi due mesi hanno iniziato, tutti insieme, uno sciopero della fame per chiedere un permesso di soggiorno per lavoro.
Il gesto estremo, incominciato il 23 maggio, ora desta grande preoccupazione, perché tra i 475 migranti irregolari, in tanti iniziano a rischiare la vita.
Molti tra loro vivono e lavorano in Belgio da oltre dieci anni senza riuscire a regolarizzarsi. L’ultima sanatoria risale infatti al 2009.
100 artisti, tra cui Ken Loach e Peter Gabriel, hanno firmato una lettera aperta diretta al governo affinché intervenga a sanare questa situazione.
Dal segretario di stato per l’asilo e la migrazione, Sammy Mahdi, arriva una secca presa di posizione: «Ci sono 150mila migranti privi di documenti nel nostro Paese – ha risposto il ministro – e non sarebbe giusto trattare diversamente 475 persone».

Covid-19: contagi in aumento, situazione critica in Tunisia e Libia

Il primo ministro tunisino Hichem Mechichi ha licenziato il ministro della salute Faouzi Mehdi, accusandolo di non aver saputo gestire l’emergenza sanitaria, causata dalla pandemia da coronavirus.
A sostituirlo temporaneamente sarà Mohamed Trabelsi, ministro degli affari sociali. Da settimane il sistema sanitario tunisino è al collasso.
Lunedì sono stati 2.520 i nuovi casi di Covid-19, per un totale di 548.753 contagiati. Sono invece 17.644 le persone che hanno perso la vita dallo scoppio della pandemia.
La situazione è critica anche in Libia dove nelle ultime due settimane, i contagi hanno raggiunto il loro picco.
Lo denuncia l’Unicef che sottolinea come il Centro nazionale per il controllo delle malattie abbia registrato 6.061 nuovi contagi il 18 luglio, il più alto tasso giornaliero dall’inizio della pandemia.

Kenya: HRW denuncia malversazione nella gestione dei fondi a sostegno dei più poveri

In un rapporto pubblicato ieri, Human Rights Watch accusa il governo del Kenya di clientelismo, nepotismo e favoritismo assoluti nella gestione di un programma di sostegno economico, destinato ad aiutare i più poveri durante la pandemia.
Nel maggio dello scorso anno, il presidente Uhuru Kenyatta aveva ordinato al Tesoro di stanziare circa 100 milioni di dollari per sostenere le persone più vulnerabili del paese, per almeno otto mesi.
L’organizzazione per i diritti umani afferma che i soldi sono invece andati a persone (per lo più amici e parenti) legate a funzionari pubblici e politici.

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