Il presidente etiopico Abiy Ahmed (a sinistra) brinda con quello eritreo Isaias Afwerki dopo lo storico accordo di pace tra i due paesi (tpi.it)

Oggi parliamo della presenza di militari eritrei in Etiopia, dell’aumento della povertà estrema in Africa e della visita in carcere in Egitto, della madre e della sorella di Patrick Zaki.  

Etiopia: il premier ammette per la prima volta la presenza di truppe eritree in Tigray

Ieri il primo ministro Abiy Ahmed ha ammesso per la prima volta, riferendo al parlamento, la presenza di forze eritree nella regione del Tigray, lasciando intendere che per il momento non ne è previsto il ritiro. Abiy ha anche riconosciuto che sono state commesse atrocità e ha promesso che gli autori saranno puniti.

Ma il conflitto intanto si sarebbe ampliato anche a parte delle regioni Oromia e Amhara. Secondo testimoni, in Oromia le milizie amhara combattono contro l’Esercito di liberazione Oromo e guerriglieri del Tigray, sostenute anche da militari eritrei. Il premier etiopico ieri ha anche detto che non intende entrare in conflitto con il Sudan sulla disputa del confine nell’area contesa di el-Fashaga, chiedendo dialogo.

Rapporto AfDB: 39 milioni di africani spinti in povertà estrema entro fine anno

Circa 30 milioni di africani sono stati spinti in povertà estrema nel 2020 a causa della pandemia e si stima che il numero salirà a circa 39 milioni nel 2021, con le donne che rappresentano la grande percentuale dei nuovi poveri.

E’ l’allarme lanciato dal rapporto annuale della Banca africana di sviluppo, African Economic Outlook 2021, intitolato From debt resolution to growth: the road ahead for Africa (Dalla risoluzione del debito alla crescita: la strada da percorrere per l’Africa) che mostra che a dicembre 2020, 14 dei 38 paesi per i quali sono disponibili analisi di sostenibilità del debito, erano classificati ad alto rischio di sofferenza, mentre altri 6 erano già in difficoltà nel risarcire i debiti.

I dati avvallano il timore che molti governi quest’anno non saranno in grado di accedere ai mercati internazionali dei capitali per ulteriori finanziamenti. Altri 16 paesi hanno un rischio moderato di sofferenza del debito, mentre 2 sono considerati a basso rischio.

Egitto: la madre e la sorella in visita ieri a Patrick Zaki nel carcere di Tora

La madre e la sorella di Patrick Zaki ieri mattina sono riuscite a fare visita al ricercatore egiziano nel carcere di Tora, a sud del Cairo. Come riporta la rete degli attivisti, Zaki avrebbe cercato di consegnare alle due donne una lettera che le autorità egiziane si sarebbero rifiutate di far uscire, dicendo che avrebbero valutato l’opportunità in un secondo momento.

Gli attivisti fanno sapere che “Patrick desidera ringraziare la sua università, le colleghe e i colleghi e la comunità di Bologna per il loro sostegno fin dal primo giorno. Vuole ringraziare anche tutte le sue colleghe e i suoi colleghi dell’ufficio per la loro costante presenza e cura. Patrick non è così allegro come è sempre stato, la prigione ha avuto un forte impatto sul suo spirito e la tristezza traspare da ogni sua parola”.