Oggi parliamo dell’aumento di bambini soldato in Africa occidentale e centrale, delle dimissioni dell’inviato Onu per la Libia e dell’allarmante incremento delle operazioni militari in Etiopia. 

Unicef denuncia un aumento dei bambini soldato in Africa occidentale e centrale

In Africa occidentale e centrale, dal 2016 a oggi, più di 21mila bambini sono stati reclutati da forze armate e da milizie che si disputano segmenti di territorio in un’area che va dalla Repubblica democratica del Congo, al Camerun e al Senegal. Lo rende noto un rapporto dell’Unicef, il Fondo Onu per l’infanzia, che evidenzia anche il numero dei rapimenti negli ultimi cinque anni, 3.500, in costante aumento, e dei bambini vittime di violenze sessuali, 2.200. Dal 2005 le Nazioni Unite hanno istituito un meccanismo per il monitoraggio di sei gravi violazioni contro i bambini: uccisione, reclutamento, rapimento, stupro, attacco a scuole e ospedali, e negazione dell’accesso umanitario.

Libia: l’inviato Onu Jan Kubis si dimette a poche settimane dalle presidenziali

La Libia ha bruciato sull’altare del proprio caos il settimo inviato speciale dell’Onu in dieci anni. L’inviato Onu per la Libia, lo slovacco Jan Kubis, si è infatti dimesso dal suo incarico, decisione a sorpresa che arriva un mese prima delle cruciali elezioni presidenziali. Intanto ieri l’Alta commissione elettorale libica (Hnec) ha annunciato che 98 candidati, tra cui 2 donne, hanno presentato la loro candidatura. Il direttore della commissione elettorale, Imad al-Sayeh, ha precisato che «l’elenco definitivo dei candidati sarà pubblicato entro 12 giorni, una volta completati i controlli, gli appelli e i controappelli». Tra le candidature di spicco quella del figlio di Muammar Gheddafi, Saif al-Islam, e del generale della Cirenaica Khalifa Haftar e del primo ministro Abdul Hamid Dbeibah.

Etiopia: l’inviato Usa Feltman denuncia un aumento «allarmante» delle operazioni militari

Al suo rientro dopo l’ennesima visita nelle ultime settimane ad Addis Abeba, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa Jeffrey Feltman ha dichiarato che i «progressi nascenti» verso negoziati per un cessate il fuoco in Etiopia rischiano di essere superati da un aumento «allarmante» delle operazioni militari. Intanto, diversi personaggi di spicco etiopici, tra cui la leggenda olimpica Haile Gebrselassie, hanno annunciato di volersi unire al primo ministro Abiy Ahmed, diretto al fronte. I combattimenti si intensificano e i ribelli sarebbero a meno di 200 km dalla capitale. Dopo Stati Uniti, Canada e Turchia, ieri anche Francia e Germania hanno chiesto ai loro cittadini di lasciare il paese. Le Nazioni Unite hanno invece spostato il personale dalla sede di Addis Abeba.

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