Oggi parliamo delle manifestazioni contro il golpe dei militari in Sudan, del via libera alla nuova commissione elettorale nella Rd Congo e della scoperta di tre giacimenti di petrolio e gas fatta da Eni in Egitto.

Sudan: proseguono le manifestazioni contro i golpisti, il primo ministro agli arresti domiciliari

Sono proseguite anche ieri nella capitale del Sudan e in altre grandi città le manifestazioni di protesta e gli scioperi contro il golpe militare del 25 ottobre. Ieri il capo dell’esercito, generale Abdel Fattah al-Burhan è tornato a parlare sostenendo che il golpe è stato fatto per evitare una fantomatica guerra civile. Il primo ministro Abdalla Hamdok, che è stato arrestato lunedì insieme ad altri membri del suo gabinetto, sarebbe agli arresti domiciliari. Sulla pagina Fabebook del suo ministero si afferma che Hamdok rimane “l’autorità esecutiva riconosciuta dal popolo sudanese e dal mondo”. Sempre ieri gli ambasciatori sudanesi in 12 paesi, tra cui Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Cina e Francia, hanno respinto il golpe. Gli ambasciatori in Belgio e nell’Unione Europea, in Svizzera e nelle agenzie delle Nazioni Unite, in Cina, Sudafrica, Qatar, Kuwait, Turchia, Svezia e Canada hanno firmato una dichiarazione, in cui si afferma il sostegno alla resistenza popolare al colpo di stato.

Rd Congo: via libera alla nuova commissione elettorale, proteste delle opposizioni

Il presidente della Rd Congo, Félix Tshisekedi, ha deciso di compiere una forzatura e ha dato il via libera alla nuova Commissione elettorale nazionale indipendente che ha il compito di organizzare e gestire le elezioni presidenziali e politiche previste per la fine di dicembre del 2023. Un organismo che nasce zoppo, in quanto sono stati espressi 12 membri su 15 e la scelta del presidente, Denis Kadima, che spetta alle otto principali denominazioni religiose, è avvenuta senza il consenso delle due maggiori religioni: quella cattolica e quella dei protestanti della Chiesa di Cristo in Congo. I partiti di opposizione e la società civile hanno indetto per il 6 novembre una mobilitazione nazionale per bloccare quella che definiscono una «deriva totalitaria» di Tshisekedi.

Egitto: scoperti da Eni tre nuovi giacimenti di petrolio e gas

L’Eni ha effettuato altre tre scoperte di petrolio e gas a Meleiha, nel deserto occidentale dell’Egitto. Lo ha affermato il ministero egiziano del petrolio e delle risorse minerarie. I test di produzione hanno dimostrato che nella prima area un pozzo ha una capacità produttiva di 2mila barili di greggio e quasi 200mila metri cubi di gas al giorno, mentre il secondo ha un ritmo stabile di 2.500 barili di greggio leggero al giorno. Nell’area di concessione a sudovest di Meleiha, i test hanno permesso di raggiungere una produzione di circa 1.500 barili di petrolio al giorno. Le riserve accertate totali dei tre pozzi sono di circa 50 milioni di barili di petrolio. L’Egitto punta a diventare un hub regionale grazie anche alla scoperta del giacimento di gas di Zohr nel Mediterraneo.

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