Due giovani protestano in una strada a N'Djamena, Ciad, martedì 27 aprile 2021 (Credit: Sunday Alamba)

Oggi parliamo della repressione delle proteste delle opposizioni in Ciad, della svolta nella crisi politica in Somalia e del nuovo piano europeo per il rimpatrio dei migranti.

Ciad: proteste delle opposizioni represse con forza, 9 i morti

Dopo la morte del presidente Idriss Déby, il Consiglio militare di transizione, presieduto da un figlio di Dèby che ha preso il potere in Ciad il 20 aprile, esautorando governo, parlamento e Costituzione, ha risposto con le armi alle manifestazioni indette ieri dalle opposizioni che denunciano un colpo di stato istituzionale. Il bilancio è di 9 morti, secondo la convenzione ciadiana di difesa dei diritti dell’uomo.
Altre manifestazioni, anche queste non autorizzate, sono previste per oggi: società civile e opposizione chiedono che la transizione sia gestita dalle autorità civili seguendo il percorso indicato dalla costituzione. Il presidente francese Macron – la Francia è il più solido alleato del Ciad – si è espresso per una transizione «pacifica, democratica e inclusiva» e si è detto contrario a un «piano di successione».

Somalia: il presidente rinuncia al prolungamento del suo mandato

In un discorso trasmesso alla nazione il presidente della Somalia Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, ha annunciato questa mattina che rinuncerà al tentativo di prolungare il suo mandato di due anni, piegandosi alle pressioni interne e internazionali dopo gli scontri dei giorni scorsi nella capitale Mogadiscio che hanno diviso le forze di sicurezza lungo linee claniche.
Farmajo ha detto che si presenterà in parlamento sabato per ripristinare l’accordo elettorale del 17 settembre scorso e annullare la proroga del suo mandato, approvata dai legislatori il 12 aprile. La svolta è arrivata dopo che ieri anche il primo ministro Mohamed Hussein Roble e i leader dei due stati federali di Galmudug e Hirshabelle, alleati del presidente, si sono schierati con gli oppositori.

Migranti: presentato il nuovo piano della Commissione europea per i migranti

Non più accoglienza e redistribuzione dei migranti tra i paesi europei, ma incentivi ai rimpatri volontari. È questo l’obiettivo del nuovo piano presentato ieri dalla Commissione europea, con la nuova figura del “coordinatore dei rimpatri”, che avrà il compito di gestire e incentivare i ritorni in patria o nei paesi di transito. L’Unione europea si impegnerà in questa direzione con nuovi fondi nel bilancio 2021/2027.
Ogni anno, a circa 500mila cittadini stranieri viene ordinato di lasciare l’Europa. Solo il 30% ritorna nel proprio paese di origine o di transito. Ora, con il nuovo piano europeo, vi sarà un incentivo al rientro. Il percorso di accompagnamento prevederà, oltre i costi del viaggio, un sostegno economico per il primo periodo di permanenza nel paese di origine o di transito.

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