Oggi parliamo del braccio di ferro tra presidente e primo ministro in Somalia, dello stop ai test sismici marini della Shell in Sudafrica e dell’imminente scadenza di oltre 40 milioni di dosi di vaccini anti Covid in Africa orientale. 

Somalia: escalation militare a Mogadiscio. I candidati alla presidenza invitano Farmajo a dimettersi

Nella capitale somala Mogadiscio centinaia di soldati fedeli al primo ministro Mohammed Hussein Roble si sono accampati ieri vicino alla residenza del suo rivale politico, il presidente Mohamed Abdullahi detto Farmajo, dopo che questi lunedì ha cercato di sospendere il premier dalle sue funzioni. Un’azione che Roble ha definito un tentativo di colpo di stato. Sempre ieri, il Consiglio dei candidati alla presidenza, ha invitato Farmajo a dimettersi “il prima possibile per porre fine alla crisi”. Domenica Farmajo e Roble si sono accusati a vicenda di aver ostacolato le elezioni parlamentari, iniziate il 1 novembre e che avrebbero dovuto essere completate entro il 24 dicembre. Fino a quella data solo 24 dei 275 rappresentanti della Camera bassa erano stati eletti. Ad aprile, un tentativo del presidente di estendere di due anni il suo mandato, scaduto a febbraio, ha portato le fazioni dell’esercito fedeli a ciascun politico a conquistare brevemente le posizioni rivali a Mogadiscio.

Sudafrica: l’Alta Corte impone l’interruzione dei test sismici marini della Shell 

L’Alta Corte del Sudafrica si è pronunciata e ha vietato l’esplorazione sismica che la compagnia Shell stava effettuando al largo della Wild Coast, nell’Oceano Indiano, alla ricerca di giacimenti di petrolio e gas. All’operazione – che doveva durare 4-5 mesi su un’area di 6mila km², trasmettendo onde di energia attraverso la crosta terrestre e registrando come vengono riflesse – si sono opposte varie associazioni ecologiste preoccupate delle ripercussioni sulla fauna marina. La Wild Coast si estende per 300 km e conta numerose riserve naturali e zone marine protette. Il Sudafrica è fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas: per questa ragione il ministro dell’energia ha sempre difeso il progetto della Shell.

Africa orientale: in scadenza oltre 40 milioni di dosi di vaccini anti-Covid 

Più di 40 milioni di dosi di vaccini contro il Covid-19 nei paesi del blocco dell’Africa orientale stanno per scadere, poiché apatia e carenze logistiche rallentano la loro somministrazione. A denunciarlo è un’inchiesta del quotidiano The East African che ha avuto accesso ai dati dei ministeri della salute dei governi regionali, secondo i quali delle 74 milioni di dosi di vaccini i paesi del blocco hanno ricevuto in donazioni e acquisti, ne sarebbero state somministrate solo poco più di 30 milioni. Il paese con il maggior numero di vaccini ancora in magazzino è l’Uganda, che ha somministrato quasi 9 delle 32 milioni di dosi ricevute. Il più virtuoso è invece il Rwanda che ha somministrato oltre 11 delle 13,6 milioni di dosi ricevute. Il problema riguarda anche la breve scadenza di molti dei vaccini donati dai paesi occidentali.

 

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