Il re dell'eSwatini, Mswati III

Oggi parliamo delle proteste anti-monarchiche nello eSwatini, delle attese elezioni in Somalia e della creazione di un’agenzia europea per l’asilo.

eSwatini: proteste pro democrazia, interviene l’esercito. Imposto il coprifuoco

Continuano nello eSwatini, le proteste che dallo scorso fine settimane scuotono il piccolo Paese dell’Africa meridionale, ultima monarchia assoluta del continente.
Per disperdere le proteste dei giovani, che chiedono riforme radicali verso una democrazia multipartitica, ieri è intervenuto l’esercito con gas lacrimogeni e colpi di arma da fuoco.
Negli ultimi tre giorni, filmati circolati sui social media mostravano persone che bruciavano pneumatici e barricavano le strade nella città più grande, Manzini, e nella città centrale di Matsapha.
Le forze di sicurezza hanno istituito posti di blocco per impedire l’accesso alla capitale, Mbabane.
Da ieri è anche stato imposto il coprifuoco dal tramonto all’alba e la chiusura degli esercizi commerciali alle 15 e 30.
Sempre ieri il primo ministro ad interim Themba Masuku ha smentito le notizie riportate dai media locali secondo cui il re Mswati III sarebbe fuggito nel vicino Sudafrica.

Somalia: accordo raggiunto sul calendario elettorale

Dopo due giorni di colloqui tra il governo federale della Somalia e i leader dei cinque Stati regionali il primo ministro Mohamed Hussein Roble ha annunciato ieri il calendario delle prossime elezioni che si concluderanno il 10 ottobre con la nomina del nuovo presidente.
L’elezione della Camera Alta si svolgerà il 25 luglio mentre quella della Camera del Popolo si terrà dal 10 agosto al 10 settembre.
Gli anziani dei clan sceglieranno i legislatori, i quali a loro volta voteranno il capo dello Stato.
L’annuncio è lungamente atteso dopo una serie di rinvii delle elezioni che avrebbero dovuto svolgersi tra ottobre 2020 e l’8 febbraio scorso, data in cui decadeva il mandato del parlamento e del presidente Mohamed Abdullahi Mohamed.

Migranti: nasce un’agenzia europea per l’asilo

Un’agenzia dell’Unione europea per l’asilo. È questo il nuovo organismo nato da un accordo tra il parlamento europeo e il Consiglio della Ue.
L’organo “avrà un ruolo cruciale nel mettere in pratica valori come il rispetto dei diritti fondamentali nelle procedure d’asilo e del principio di solidarietà”.
L’Agenzia, che sarà composta da 500 esperti, sarà responsabile del miglioramento del funzionamento del sistema europeo comune di asilo, fornendo una maggiore assistenza operativa e tecnica agli stati membri e contribuendo a una convergenza nella valutazione delle domande di protezione internazionale.
Un passo avanti per snellire le procedure, monitorare i diritti, facilitare i ricongiungimenti familiari e colmare le divergenze tra stati europei.

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