Proteste a Khartoum, Sudan

Oggi parliamo di nuove proteste contro i militari represse con la forza in Sudan, di detenzioni arbitrari di cittadini di etnia tigrina in Etiopia e della presenza di mercenari russi al fianco dell’esercito in Mali.

Sudan: nuovamente represse con violenza manifestazioni contro la giunta militare

Dopo le dimissioni del primo ministro sudanese Abdalla Hamdok, ieri la troika composta da Stati Uniti, Norvegia, Gran Bretagna e Unione europea ha avvertito le forze armate che non sosterranno un nuovo premier nominato dai militari, minacciando di negare gli aiuti economici. Sempre ieri le forze di sicurezza hanno sparato colpi di pistola, granate stordenti e gas lacrimogeni per disperdere le grandi folle (migliaia di persone riferiscono i media) che manifestavano contro il governo militare e le recenti morti di manifestanti nella capitale sudanese Khartoum, nelle città vicine e nelle principali città del paese. Ci sarebbero feriti da arma da fuoco tra i manifestanti. I Comitati di resistenza hanno indetto nuove proteste chiedendo il massiccio coinvolgimento dei gruppi sindacali.

Etiopia: HRW denuncia arresti arbitrari di migliaia di tigrini rimpatriati dall’Arabia Saudita

Migliaia di tigrini deportati dall’Arabia Saudita sono stati “detenuti, maltrattati e fatti sparire con la forza” in Etiopia. A denunciarlo è un nuovo rapporto di Human Rights Watch che parla di rastrellamenti di etiopici di etnia tigrina nei campi nei quali erano stati allocati in Etiopia al loro rientro dall’Arabia Saudita. Decine di migliaia di migranti sono stati rimpatriati tra dicembre 2020 e giugno dello scorso anno grazie a un accordo tra i due paesi, il 40% dei quali di etnia tigrina. L’organizzazione parla di orribili abusi subiti come migranti privi di documenti in custodia saudita e del successivo incarceramento arbitrario una volta rimpatriati con la forza in Etiopia.

Mali: mercenari del gruppo russo Wagner coinvolti in scontro a fuoco con i jihadisti

La giunta militare al potere in Mali dall’agosto 2020 continua smentire di servirsi di mercenari della società privata russa Wagner per combattere i gruppi jihadisti. Eppure Radio France Internationale, citando fonti locali, sostiene in contrario. E cioè che lunedì scorso, sull’asse stradale tra le città di Bandiagara e Bankass, l’esercito maliano ha avuto uno scontro a fuoco con terroristi che fanno capo al gruppo Katiba Macina. A supportare l’esercito c’erano uomini della Wagner, tanto che uno dei mercenari russi è rimasto ferito ed è stato portato all’ospedale di Sévaré. La giunta del colonnello Assimi Goïta si è rivolta ai russi dopo che la Francia ha deciso di ridurre gli effettivi dell’operazione militare Barkhane, attiva nel paese dal 2014.

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