Proteste in Angola (Credit: thenativemag.com)

Oggi parliamo delle denunce di Amnesty International per le violazioni dei diritti umani in Angola e per il protrarsi dei conflitti nella regione sudanese del Darfur, e del rilascio dagli arresti domiciliari per l’oppositore camerunese Maurice Kamto.

Angola: Amnesty denuncia violazioni dei diritti umani nel sedare le proteste

“Quello a cui stiamo assistendo in Angola è un attacco frontale totale ai diritti umani”. A denunciarlo è stata ieri Amnesty International e assieme all’organizzazione non governativa angolana Omunga. Le organizzazioni dicono di aver documentato “numerose violazioni da parte delle forze dell’ordine, tra cui l’omicidio di dieci persone tra maggio e settembre”.

Le autorità angolane hanno intensificato la repressione dei dissidenti negli ultimi mesi, usando una forza sproporzionata, compresi omicidi illegali, per sedare le proteste e combattere le violazioni dello stato di emergenza, imposto per contenere la diffusione di Covid-19.

Sudan: Amnesty chiede il prolungamento della missione Onu in Darfur

Sempre Amnesty International si è detta “profondamente preoccupata per l’incapacità delle forze armate sudanesi di proteggere i civili” in Darfur. L’organizzazione chiede che le Nazioni Unite prolunghino di sei mesi la loro missione nella regione sudanese, che dovrebbe terminare il 31 dicembre.

Nel suo recente rapporto sulla situazione in Darfur il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha denunciato che negli ultimi tre mesi ci sono stati 21 conflitti armati con almeno 23 vittime. Nella zona del Jebel Marra le lotte intestine tra le fazioni del movimento / esercito di liberazione del Sudan di Abdel Wahid al-Nur (Slm / a-AW) sul controllo delle miniere d’oro e gli attacchi contro le forze governative, hanno sfollato più di 27mila persone.

Camerun: liberato dagli arresti domiciliari l’oppositore Maurice Kamto

È rimasto agli arresti domiciliari per oltre due mesi e mezzo Maurice Kamto, presidente del Movimento per la rinascita del Camerun e leader dell’opposizione al presidente Paul Biya, al potere da quasi 40 anni. Ieri il cordone di polizia che circondava la sua abitazione a Yaoundé è stato tolto e l’uomo politico può ora muoversi liberamente.

Del resto le elezioni regionali, che Kamto aveva scelto di boicottare, si sono tenute il 6 dicembre e ora si sta aspettando l’esito del voto. Maurice Kamto aveva organizzato manifestazioni pubbliche chiedendo che prima delle elezioni regionali si trovasse un accordo con le regioni anglofone emarginate che chiedono vera autonomia e che il presidente Biya si facesse da parte. Le manifestazioni erano state qualificate come «insurrezioni» e represse dalle forze dell’ordine.