Operatore umanitario in Sud Sudan

Oggi parliamo di due operatori umanitari del Cuamm uccisi in Sud Sudan, della sospensione del ministro della salute sudafricano e della nascita di un parco verde nella capitale del Senegal, Dakar.

Sud Sudan: attacco a un convoglio umanitario del Cuamm, uccisi due operatori 

Due operatori umanitari dell’organizzazione italiana Medici con Africa Cuamm, sono stati uccisi lunedì sera in Sud Sudan, in un’imboscata contro il loro convoglio che tornava da una distribuzione di aiuti alimentari a un villaggio nella contea di Yirol West, a circa 64 km da Rumbek.
Le vittime sono Moses Maker, 35 anni, nutrizionista, e l’autista Abraham Gulung, 31 anni, entrambi sudsudanesi.
Nel dare la notizia il direttore dell’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) in Sud Sudan, Matthew Hollingworth, si è detto preoccupato per la crescente serie di attacchi a membri delle organizzazioni umanitarie.
Il Sud Sudan è diventato negli ultimi anni uno dei luoghi più pericolosi al mondo per gli operatori umanitari, 4 dei quali sono stati uccisi solo nell’ultimo mese. Otto le vittime nel 2020 e 128 dal 2013.

Sudafrica: sospeso dall’incarico il ministro della sanità, indagato per corruzione

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha messo in «congedo speciale» il ministro della salute Zweli Mkhize, dopo che due suoi stretti collaboratori di qualche tempo fa sono finiti sotto inchiesta per un utilizzo non corretto di 820 milioni di euro legati a contratti alla lotta contro il Covid-19.
Un’inchiesta che coinvolge 63 funzionari e 87 imprese.
Una nota della presidenza afferma che in questo periodo di congedo Mkhize avrà modo di rispondere a tutte le domande degli inquirenti.
Del resto, il governo Ramaphosa è incardinato alla parola d’ordine “lotta alla corruzione”, per segnare una discontinuità con il presidente Zuma, al potere dal 2009 al 2018.
L’interim di ministro della salute è assunto dal ministro del turismo Kubayi-Ngubane.

Senegal: affidato a uno studio francese il progetto di un parco verde a Dakar

Era una delle promesse del presidente senegalese Macki Sall quando è stato riconfermato alle elezioni del 2019: dotare la capitale Dakar, che scarseggia di spazi verdi, di un parco cittadino.
Ora un primo passo è stato fatto in questa direzione e, dopo un concorso internazionale e l’esame di 15 progetti, è stato affidato allo studio di architettura Djellali, con sede a Marsiglia, il compito di progettare il parco.
Non si conoscono ancora i dettagli finanziari dell’operazione; si sa invece che il parco sorgerà in una delle aree dove si trovava l’aeroporto Léeopold-Sédar-Senghor e ospiterà un percorso sportivo, una pista ciclabile, uno specchio d’acqua.
Occorre tener conto che Dakar è una metropoli di 3,5 milioni di abitanti, continuamente alla ricerca di spazi per realizzare immobili.