Distribuzione di aiuti alimentari in Etiopia

Oggi parliamo dell’espulsione dall’Etiopia di sette alti funzionari Onu, della riapertura del confine tra Sudan e Sud Sudan e dell’investitura a presidente della Guinea del colonnello golpista Mamady Doumbouya.

Etiopia: espulsi sette alti funzionari Onu per “ingerenza” negli affari interni

L’Etiopia ha espulso sette alti funzionari delle Nazioni Unite, ai quali ha dato ieri 72 ore per lasciare il paese. L’annuncio è stato fatto dal ministero degli esteri, due giorni dopo che il segretario generale dell’Onu ha avvertito che il blocco degli aiuti umanitari da parte del governo avrebbe probabilmente costretto alla carestia centinaia di migliaia di persone nella regione del Tigray. Tra le sette persone espulse, accusate di “ingerenza” negli affari interni, ci sono i responsabili nazionali dell’Unicef e il capo dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). Di recente l’Onu ha denunciato che dei 466 camion carichi di aiuti che sono entrati nel Tigray tra metà luglio e metà settembre, solo 38 hanno fatto ritorno. Il governo etiopico e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf), che controlla la regione settentrionale, si incolpano a vicenda.

Riapre oggi dopo 10 anni il confine tra Sudan e Sud Sudan

Sarà riaperto oggi con una cerimonia ufficiale il confine tra Sudan e Sud Sudan, chiuso più di 10 anni fa in seguito di una disputa territoriale. Lungo la frontiera, di oltre 2mila km, dovrebbero aprirsi in totale sette valichi, consentendo la libera circolazione di merci e persone, grazie ad un accordo firmato lo scorso agosto tra i due governi. Il confine tra i due paesi è stato ufficialmente chiuso nel 2011, quando il Sud Sudan ottenne l’indipendenza dal Sudan. Khartoum e Juba sono in competizione per il controllo di diverse regioni di confine ricche di petrolio, inclusa la regione di Abiey, la cui attribuzione dovrebbe essere stabilita con un referendum, mai attuato.

Guinea: investito presidente il colonnello golpista Mamady Doumbouya

A un mese dal colpo di stato che ha rovesciato la presidenza di Alpa Condé, il colonnello Mamady Doumbouya diviene presidente della Guinea, prestando giuramento oggi davanti alla Corte suprema. Il parlamento e il governo sono stati dissolti e il paese dell’Africa occidentale è guidato da una giunta militare che si fa chiamare Comitato nazionale di riconciliazione e sviluppo. Un organismo che finora ha fatto dichiarazioni generiche ma non ha ancora comunicato i passi che intende fare per portare il paese alle elezioni e restituire il potere ai civili. Intanto, la comunità economica dell’Africa occidentale ha sospeso la Guinea dagli organi decisionali dell’organizzazione.

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