Il re del Marocco Mohamed VI e il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Credit algerie360.com)

Oggi parliamo della ripresa dei rapporti diplomatici tra Marocco e Israele, della sfiducia alla presidente del parlamento della Rd Congo e del rapporto sul sistema di accoglienza diffusa in Italia.

Marocco: normalizzati i rapporti con Israele. Gli Usa riconoscono il Sahara Occidentale come parte del regno

Il Marocco ha accettato di stabilire piene relazioni diplomatiche con Israele. Lo ha annunciato il presidente americano Trump, spiegando che la decisione marocchina fa parte di un accordo che prevede il riconoscimento statunitense del territorio conteso del Sahara occidentale come parte del Marocco. Rabat è il quarto paese arabo, in quattro mesi, ad avviare la normalizzazione dei rapporti con Israele nell’ambito dei cosiddetti Accordi di Abramo sponsorizzati dall’amministrazione Trump.

Il Fronte Polisario, movimento di indipendenza saharawi, ha denunciato con forza la decisione del presidente americano perché «attribuisce al Marocco ciò che non gli appartiene». L’Onu è intervenuta affermando che nulla cambia rispetto a prima: sarà il referendum a decidere le sorti sull’ex colonia spagnola.

Rd Congo: destituita la presidente del parlamento, alleata di Kabila

Il presidente della Repubblica democratica del Congo Felix Thsisekedi vince il primo round della battaglia parlamentare con il gruppo del suo ex-alleato nella compagine governativa, Joseph Kabila. Ieri una maggioranza di 281 parlamentari contro 200 ha destituito la presidente dell’Assemblea Nazionale Jeanine Mabunda, molto vicina all’ex capo di Stato Kabila.

Questa manovra apre uno scenario nuovo nel paese perché la compagine del presidente Thsisekedi, prima minoritaria in parlamento, comincia a prefigurare una nuova maggioranza che dovrà essere confermata dal lavoro e dalle consultazioni di un informatore, designato ad hoc dal presidente stesso.

Rapporto sul sistema di accoglienza diffusa: quasi 40mila rifugiati accolti nel 2019

Uomini, sotto i 25 anni, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana e titolari di protezione internazionale, arrivati, nel 72% dei casi, in Italia via mare. È questo il volto della maggior parte delle 39.686 persone accolte nel 2019 dalla rete dei progetti del Siproimi. Il Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati, che ha sostituito la micro-accoglienza del precedente acronimo Sprar.

I dati del rapporto annuale, oltre i numeri, raccontano un successo: il 64% di queste quasi 40mila persone ha terminato il periodo di accoglienza nei tempi previsti, avendo acquisito gli strumenti utili per dare continuità in autonomia al proprio percorso di inclusione sociale sul territorio italiano, con livelli più o meno avanzati di inserimento socio-economico.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati