Manifestazione a sostegno della libertà di culto in Eritrea (Credit: forbinfull.org)

Oggi parliamo della scarcerazione di 20 religiosi in Eritrea, degli accordi raggiunti ai negoziati tra le parti in conflitto in Libia e dello stato di emergenza economica dichiarato in Sudan.

Eritrea: liberati 20 religiosi in carcere da anni per aver professato la propria fede

Il governo di Asmara ha scarcerato su cauzione più di 20 religiosi, detenuti per anni a causa della loro fede. Lo riferisce oggi la BBC precisando che tra questi vi sono uomini appartenenti alle chiese cristiane evangeliche e pentecostali, alcuni dei quali in carcere da circa 16 anni.

In Eritrea solo quattro gruppi religiosi sono ufficialmente riconosciuti: cristiani ortodossi, cattolici, luterani e islamici sunniti. Dal 2002 tutti gli altri gruppi religiosi sono considerati fuorilegge. Gli attivisti che difendono la libertà religiosa affermano che tre testimoni di Geova sono in prigione nel paese da più di 25 anni. Il Dipartimento di Stato americano stima che ci siano da 1.200 a 3.000 prigionieri di fede ancora in carcere in Eritrea.

Libia: conclusi due tavoli negoziali tra le parti in conflitto con importanti accordi

Si è concluso ieri a Bouznika, in Marocco, l’incontro tra i rappresentanti dell’Alto consiglio di stato libico di Tripoli e la Camera dei rappresentanti di Tobruk. Sarebbe stato raggiunto un accordo sulla divisione dei poteri e sulle forme per combattere la corruzione. Contemporaneamente si è concluso a Montreaux, in Svizzera, un altro tavolo di dialogo tra le due fazioni in lotta in Libia. L’incontro è avvenuto alla presenza della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). Tra i risultati ottenuti vi sono la fissazione delle elezioni presidenziali e parlamentari in Libia entro 18 mesi; la riforma del Consiglio di presidenza; l’istituzione di un nuovo governo a Sirte, dove avrà sede anche il parlamento, l’amnistia e ritorno degli sfollati e della diaspora nel paese.

Sudan: crollo della valuta, dichiarato lo stato di emergenza economica

Il governo transitorio ha dichiarato lo stato di emergenza economica dopo che il valore della sua valuta è crollato bruscamente nelle ultime settimane. Nei prossimi giorni saranno inoltre istituiti tribunali speciali per combattere il contrabbando e altre attività illecite. Il paese, produttore di oro, a giugno ha aperto il commercio di metalli preziosi agli investitori privati, consentendo loro di gestire le esportazioni.

Ma le autorità hanno recentemente notato che, vendendo oro a un prezzo superiore a quello di mercato, si è intenzionalmente modificato il tasso di cambio. Il governo parla di “un’operazione sistematica” per vandalizzare l’economia, da parte di coloro che si oppongono alla transizione democratica. L’inflazione in Sudan a luglio era al 143,78%.