Rifugiati eritrei in Etiopia (worldbulletin.dunyabulteni.net)

Oggi parliamo di un nuovo rapporto sulle violazioni dei diritti umani nel conflitto in Etiopia, dell’escalation militare al confine tra Sudan ed Etiopia, e dell’avanzata dell’esercito contro le milizie in Centrafrica.

Etiopia: HRW accusa l’esercito di bombardamenti indiscriminati nel Tigray

In un rapporto diffuso ieri Human Rights Watch accusa i militari etiopici di aver bombardato in modo indiscriminato i centri urbani – scuole, mercati, ospedali – nella regione settentrionale del Tigray, violando le “leggi di guerra”. L’ong sollecita inoltre l’apertura di un’inchiesta indipendente. Nella regione, Addis Abeba sta gradualmente consentendo l’ingresso di aiuti umanitari, ma rimane restia a permettere l’accesso agli osservatori internazionali.

Ieri intanto, le autorità etiopiche hanno confermato l’avvenuta chiusura di due campi che ospitavano rifugiati eritrei, oggetto, secondo l’Onu, di attacchi, anche da parte di milizie eritree. In realtà pare che dei due campi non fosse rimasto molto. La commissione per i diritti umani nominata dallo stato, ha riferito ieri che Shimelba e Hitsats erano stati “distrutti”.

Sudan: escalation di tensione militare lungo il confine con l’Etiopia

Aumenta la tensione lungo il confine non demarcato tra il Sudan e la regione Amhara, in Etiopia, nell’area di Al-Fashaga. Ieri un alto funzionario militare sudanese ha ispezionato le truppe dell’esercito schierate al confine dopo segnalazioni di accumulo di truppe sull’altro lato.

Dallo scorso novembre, il Sudan ha dispiegato un numero significativo di truppe e ha avviato la costruzione di una rete stradale e di infrastrutture militari nelle aree del Sudan orientale. Mercoledì, l’esercito ha annunciato la riconquista di 50.000 acri di terreni agricoli, sottratti alle milizie etiopiche dopo violenti scontri tra le due parti. Nel tentativo di ridurre le tensioni recentemente funzionari europei e sud-sudanesi si sono recati a Khartoum offrendo la loro mediazione.

Centrafrica: l’esercito riconquista città strategiche, in mano alle milizie

Con il sostegno delle forze russe e rwandesi avanza in Repubblica Centrafricana l’esercito regolare che negli ultimi giorni ha sottratto ai ribelli le città di Boaur, Boali e Bossembelé, situate sull’asse strategico che dal Camerun conduce verso al capitale Bangui.

Ieri le forze armate hanno ripreso il controllo anche della città frontaliera di Beloko dove oltre 1.600 camion sono fermi da due mesi, bloccati dai gruppi armati che cercano di assediare la capitale. Dal dicembre scorso una coalizione di sei gruppi armati, sostenuta dall’ex presidente Francois Bozizè, sta cercando di destabilizzare il paese per estendere la sua influenza sul territorio nazionale e controllarne le ingenti risorse del sottosuolo.