Il generale golpista sudanese Abdel Fattah al-Burhan (Credit: Suna)

Oggi parliamo della nomina di un nuovo governo di transizione dopo il golpe militare in Sudan, della Conferenza internazionale di Parigi sulla Libia e delle trattative tra governo e colossi petroliferi per un progetto di estrazione di gas in Tanzania. 

Sudan: il generale golpista al-Burhan nomina un nuovo governo da lui guidato

In Sudan il capo dell’esercito, generale Abdel Fattah al-Burhan, ha prestato giuramento ieri come capo di un nuovo governo di transizione da lui nominato per guidare il paese dopo il golpe militare del 25 ottobre. Il nuovo Consiglio sovrano, composto da 14 membri, include civili in rappresentanza delle varie regioni, ma esclude i membri della coalizione politica delle Forze per la libertà e il cambiamento (Ffc) che condivideva il potere con i militari dopo la deposizione del presidente Omar El-Bashir, nel 2019. Il vice di al-Burhan rimarrà Mohamed Hamdan Dagalo, comandante delle potenti forze paramilitari di supporto rapido (Rsf). Entrambi manterranno dunque i ruoli che ricoprivano prima del golpe e che avrebbero dovuto lasciare nei prossimi mesi.

Francia: al via oggi la conferenza internazionale di Parigi sulla Libia

Parte oggi pomeriggio la Conferenza internazionale di Parigi sulla Libia, copresieduta dal presidente francese Macron, dal presidente del consiglio italiano Draghi e dalla cancelliera tedesca Merkel. Gli organizzatori hanno come obiettivo quello di dare un ulteriore, e sperano decisivo, impulso allo svolgimento delle elezioni del 24 dicembre, un appuntamento che le tensioni e le rivalità tra le fazioni libiche continuano a rendere incerto. Ha dato la sua adesione il primo ministro del governo di unità nazionale, Dbeibah. Grande assente invece il presidente turco Erdogan. Un primo segnale positivo arriva dalla Libia orientale con l’annuncio del rimpatrio di 300 “mercenari e combattenti stranieri” attivi nell’area controllata dal generale Haftar.

Tanzania: trattative tra governo e colossi petroliferi sul progetto di estrazione di gas

Mentre a Glasgow stanno per concludersi i deludenti lavori della Conferenza delle parti sul clima delle Nazioni Unite, i colossi petroliferi continuano a portare avanti i loro progetti di estrazione in Africa. In Tanzania sono iniziati questa settimana i colloqui tra governo e aziende energetiche internazionali per la costruzione di un mega-progetto di estrazione del gas naturale liquefatto (Gnl) da 30 miliardi di dollari. Impegnate nelle trattative, alcune delle più grandi aziende energetiche del mondo, tra cui la statunitense ExxonMobil, la norvegese Equinor, Pavilion e il gigante anglo-olandese Shell. I negoziati riguardano in particolare l’importante trattato tra investitore straniero e governo locale che disciplina i diritti e gli obblighi delle due parti.

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