Frontex al lavoro durante un'operazione di salvataggio (Credit: European Union 2016 - Frontex)

Oggi parliamo delle responsabilità di Frontex nel respingimento illegale di migranti nell’Egeo, della complessa situazione politica in Libia e di un maxi finanziamento concesso dal Fmi alla Rd Congo.

Presentato a Bruxelles un rapporto che denuncia le responsabilità di Frontex nel respingimento illegale di migranti nell’Egeo

Nuove accuse a Frontex, l’agenzia europea competente nella gestione esterna delle frontiere dell’Ue.
Ieri la commissione speciale del parlamento di Bruxelles, istituita per giudicare la responsabilità di Frontex in una serie di respingimenti illegali di migranti nell’Egeo, ha presentato il suo rapporto finale.
Dove emerge come il direttore dell’agenzia, Fabrice Legeri, pur essendo a conoscenza delle violazioni segnalate ha deciso di occultarle.
Tra le accuse formulate quella in cui si indica come funzionari dell’agenzia abbiano contribuito ai respingimenti compiuti dalla Guardia costiera greca.
Oltre a usare violenza contro chi tentava di attraversare l’Egeo, gli agenti greci mettevano i migranti a bordo di canotti senza motore per impedire loro di raggiungere le coste europee. Sotto gli occhi e le mani inoperose di agenti Frontex.

Libia: il rappresentante Onu denuncia manovre per ostacolare il voto a dicembre

«Un vicolo cieco». È il commento non ottimistico sulla situazione libica del rappresentante Onu in Libia, Jan Kubis.
In un discorso al Consiglio di sicurezza, Kubis si è detto «profondamente preoccupato» perché «sono lontane dall’essere soddisfatte le condizioni politiche, di sicurezza e di bilancio per arrivare al voto del 24 dicembre».
A suo avviso «vecchie e nuove forze dello status quo stanno usando tattiche diverse e anche argomenti legittimi che hanno un solo obiettivo: ostacolare lo svolgimento delle elezioni».
Preoccupante lo stallo tra le istituzioni chiave dello stato libico, in particolare tra il governo di unità nazionale e la Camera dei rappresentanti, e tra il governo e le forze di Haftar, le cui milizie non hanno permesso all’esecutivo di estendere la sua autorità sulle zone controllate dal generale.

Rd Congo: accordo raggiunto con il Fmi per un finanziamento di 1,5 miliardi di dollari

Dopo due anni di negoziazioni, il Fondo monetario internazionale e il governo della Rd Congo hanno trovato un accordo.
Nell’arco di tre anni il paese dell’Africa centrale, che ha una situazione economica precaria, riceverà un miliardo e mezzo di dollari a patto che metta mano a precise riforme.
Oltre a tenere sotto controllo il debito pubblico, l’Fmi chiede una razionalizzazione del sistema fiscale e una riforma del sistema pensionistico.
Necessario anche che la Banca centrale migliori la sorveglianza sul sistema bancario.
Per quello che riguarda la lotta alla corruzione è richiesto un impegno più puntuale della Corte dei conti.
Ogni sei mesi l’Fmi valuterà lo stato di avanzamento delle riforme. La prima tranche di risorse – 217 milioni di dollari – dovrebbe essere corrisposta nei prossimi giorni

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