Mali: il colonnello Assimi Goita e i militari golpisti

Oggi parliamo dell’amnistia per i militari golpisti in Mali, di una nuova tappa dello scontro tra presidente e premier in Somalia, e del drastico calo di arrivi di migranti in Grecia. 

Mali: approvata l’amnistia per i due golpe militari del colonnello Goïta

Il colonnello Assimi Goïta si copre la spalle e fa approvare dal Consiglio nazionale di transizione (che ha le funzioni di parlamento fino alle elezioni previste per febbraio 2022) due progetti di legge di amnistia per i due golpe che il colonnello ha messo a segno nell’ultimo anno. Il 18 agosto 2020 ha defenestrato il presidente Boubacar Keïta e il 24 maggio di quest’anno ha destituito il presidente della transizione Bah Ndaw, che aveva costituito un governo nel quale i militari non avevano un ruolo di rilievo. Questa amnistia rinsalda l’apparato militare che sostiene Goïta e probabilmente prefigura la candidatura del colonnello alle prossime presidenziali.

Somalia: il presidente sospende alcuni poteri del primo ministro 

Si intensifica lo scontro tra i vertici istituzionali che sta mettendo a rischio il percorso elettorale che dovrebbe concludersi il 10 ottobre con la nomina del nuovo presidente. Ieri il capo dello stato Mohamed Abdullahi, detto Farmajo, ha sospeso il potere del primo ministro Mohammed Hussein Roble di assumere e licenziare funzionari pubblici. Roble ha detto che non rispetterà l’ordine presidenziale, definito incostituzionale. La disputa tra presidente e il primo ministro, scoppiata pubblicamente in merito a un’indagine per l’omicidio di un agente dell’intelligence a giugno, ha generato mesi di tensione in un paese lacerato da attacchi terroristici e rivalità tra clan.

Migranti: drastico calo del numero degli arrivi in Grecia da inizio anno

Crolla il numero dei migranti ospitati in Grecia, così come quello degli arrivi. Stando ai dati diffusi dal ministero per i migranti e l’asilo, nello scorso mese di agosto, le persone ospitate nelle strutture di accoglienza delle isole greche sono passate dalle oltre 27mila del 2020 alle attuali 5mila e dalle oltre 81mila alle 42mila presenti nella Grecia continentale. Una diminuzione pari al 49%, che si affianca a un altro dato, quello del netto crollo degli arrivi: nelle isole dell’Egeo, in questo ultimo anno, si è registrato un calo del 78%. Il decremento più importante è stato registrato sull’isola di Chios (meno 89% in un anno), seguita da Kos e Samos, Leros e Lesbo, dove si segnala un calo del 75% degli arrivi.

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