Oggi parliamo dell’allarme dell’Oms per la rapida diffusione delle varianti del Covid-19 in Africa, della morte del primo presidente dello Zambia Kenneth Kaunda e del ritorno in Costa d’Avorio dell’ex presidente Laurent Gbagbo.

Covid-19: allarme dell’Oms per l’aumento della diffusione delle varianti in Africa

La terza ondata di casi di Covid-19 «si sta amplificando e accelerando» in Africa con la complicità delle varianti.
È l’allarme lanciato ieri dall’ufficio africano dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha chiesto un aumento della fornitura di vaccini.
Il numero di «casi aumenta del 22% a settimana» in tutto il continente.
Secondo Matshidiso Moeti, direttore dell’Oms per l’Africa, «il continente ha bisogno delle dosi immediatamente per arginare la terza ondata».
Quasi 12 milioni di persone sono ora completamente vaccinate, ma questo rappresenta lo 0,8% della popolazione africana.
La Repubblica democratica del Congo, la Namibia e l’Uganda hanno registrato il loro più alto numero di casi dall’inizio della pandemia.

Zambia: morto a 97 anni il primo presidente ed eroe dell’indipendenza Kenneth Kaunda

Kenneth Kaunda, padre fondatore dello Zambia e uno degli ultimi leader delle lotte di liberazione dal dominio coloniale sopravvissuti in Africa, è morto ieri in un ospedale militare di Lusaka dove era ricoverato per una polmonite. Aveva 97 anni.
“KK”, come era popolarmente conosciuto, ha guidato lo Zambia per 27 anni, dal 1964, quando la nazione dell’Africa meridionale ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna, fino al 1991.
Influenzato dalla lotta nonviolenta di Gandhi, sviluppò la sua filosofia umanista, socialista e panafricana.
Come presidente dello Zambia, sostenne la lotta di altri paesi contro i regimi di apartheid in Sudafrica, Namibia, Angola, Mozambico e Rhodesia.
Le autorità hanno dichiarato 21 giorni di lutto nazionale.

Costa d’Avorio: rientrato in patria dopo 10 anni l’ex presidente Gbagbo

Ѐ rientrato ieri in Costa d’Avorio l’ex presidente Laurent Gbagbo, assente dal paese da oltre dieci anni e definitivamente assolto da ogni accusa dalla Corte penale internazionale lo scorso 31 marzo, dopo essere stato sotto processo per crimini e massacri contro la popolazione nel corso delle proteste seguite alle elezioni presidenziali del 2010.
Accolto dai suoi sostenitori con grandi festeggiamenti, ma anche tra forti denunce delle famiglie delle vittime dei massacri, il suo rientro fa parte del processo di riconciliazione nazionale avviato dal presidente Alassane Ouattara dopo la sua riconferma a capo dello Stato nell’ottobre dello scorso anno.

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