Libia. il centro per migranti di Tajoura, distrutto da un raid aereo il 3 luglio 2019

Oggi parliamo di un’esplosione in un centro per migranti in Libia, della lotta al terrorismo in Burkina Faso e del varo di una nuova e a lungo attesa legge sugli idrocarburi in Nigeria.

Libia: esplosione in un centro di detenzione per migranti, la vittime potrebbero essere centinaia

In Libia un’esplosione a 100 chilometri a sud-ovest di Tripoli, nella regione dei monti Nafusa, ha devastato nei giorni scorsi il centro di detenzione Abu Rashada.
Secondo quanto riferito dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari di Tripoli, le vittime potrebbero essere centinaia.
Le immagini satellitari mostrano come, a pochi metri dall’esplosione, ci sia un deposito di munizioni, carri armati e un cannone d’artiglieria.
Quello di Abu Rashada è uno dei centri gestiti dal governo libico dove vengono stipati donne, uomini e bambini respinti in Libia dalla guardia costiera.
A oggi, secondo l’Oim, sono oltre 13mila le persone cui è toccato questo destino da inizio anno.

Burkina Faso: il presidente licenzia i ministri di difesa e sicurezza

Il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kabore, ha licenziato i ministri della sicurezza e della difesa, attribuendo a sé quest’ultimo ministero, assistito dal colonnello maggiore Barthe-lemy Simpore.
La decisione arriva sulla scia di dure critiche al governo dopo i recenti attacchi terroristici nel paese.
Protestando contro le affermazioni secondo cui “non si fa nulla per equipaggiare l’esercito”, ieri il presidente del parlamento ha dichiarato che dal 2018 sono stati investiti quasi 725 miliardi di franchi Cfa (1,3 miliardi di dollari) nella lotta al terrorismo, in particolare nell’addestramento e nell’equipaggiamento delle forze armate.
Il mese di giugno ha registrato un’escalation di violenza in diverse regioni del Burkina Faso, la più mortale delle quali perpetrata la notte tra il 4 e il 5 giugno contro il villaggio di Solhan, dove sono stati uccisi più di 130 civili.

Nigeria: approvata dal parlamento la nuova legge su gas e petrolio

In Nigeria le due camere del parlamento hanno approvato un disegno di legge, in lavorazione da quasi due decenni, che rivede ogni aspetto della produzione di petrolio e gas.
Il disegno di legge prevede un aumento della quota destinata alle comunità interessare dall’estrazione, pari al 3%. Le comunità avevano chiesto il 10%.
Il pacchetto include anche una serie di modifiche chieste dalle major petrolifere – tra cui royalties e condizioni fiscali più vantaggiose -, e il trasferimento delle attività e delle passività della compagnia petrolifera statale NNPC a una società a responsabilità limitata, creata dal disegno di legge.
Con la legge vengono anche divise equamente le quote nella nuova NNPC Limited tra i ministeri delle finanze e del petrolio.

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