Etiopia, la popolazione Oromo festeggia il 3 e 4 ottobre la festività annuale dell'Irreecha (Credit: branapress.com)

Oggi parliamo degli arresti nella regione Oromo, in Etiopia, in vista della festività del fine settimana, dell’appello di parlamentari europei all’ambasciatore italiano in Egitto per la liberazione di Patrick Zaki e delle iniziative a Roma e Lampedusa contro i decreti sicurezza e per una legge sullo Jus soli.

Etiopia: centinaia di arresti in vista della festa Oromo del ringraziamento

Le autorità dello stato di Oromia hanno arrestato più di 500 persone e sequestrato diverse armi da fuoco, pistole e bombe a mano. Secondo la polizia regionale gli arrestati stavano organizzando violenze da compiere durante l’annuale festa del ringraziamento Irreecha, osservata dagli Oromo, il più grande gruppo etnico del paese.

Il festival sarà celebrato sabato e domenica nella capitale, Addis Abeba, e in tutta la regione Oromia, ma con una partecipazione più contenuta a causa della pandemia di Covid-19. Gli arresti arrivano tra le crescenti preoccupazioni per la crescente violenza politica e sociale nel paese.

Egitto: parlamentari europei chiedono all’ambasciatore italiano in Egitto un impegno per la liberazione di Patrick Zaki

26 parlamentari europei hanno scritto ieri all’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, per chiedere un impegno deciso della diplomazia in Egitto per il rilascio di Patrick Zaki, studente egiziano iscritto all’Università di Bologna, arrestato al Cairo lo scorso 7 febbraio e detenuto nel carcere di Tora.

In una nota i promotori dell’iniziativa, Fabio Massimo Castaldo, del Movimento 5 stelle, e Pierfrancesco Majorino del Pd, scrivono che si sta assistendo, purtroppo, “a una pratica assai diffusa in Egitto: quella di un rinvio sistematico delle udienze e, con esso, di una lunga e ingiusta permanenza in carcere, nell’assenza delle minime garanzie giudiziarie”. Per questo, scrivono, è “fondamentale in questa fase un’azione forte della nostra ambasciata, volta al rilascio immediato di Zaki”.

Italia: iniziative a Roma e Lampedusa contro i decreti sicurezza e per lo Jus soli

“Scendiamo in piazza perché non vogliamo continuare ad avere una cittadinanza “in locazione”, vogliamo essere proprietari di un’appartenenza che non ci può essere negata. Scendiamo in piazza per rompere il binomio immigrazione-sicurezza, per chiedere l’abrogazione dei decreti sicurezza che hanno peggiorato la condizione degli ultimi, indipendentemente dalla loro provenienza”.

Con queste parole Nibi – Neri italiani, black italians, convoca una manifestazione domani, 3 ottobre, a piazza dei Santi Apostoli a Roma, a partire dalle 15.30. E sempre domani, il nuovo progetto comboniano Cantiere Casa Comune, che ha tra i punti promuovere la legge sulla cittadinanza e l’annullamento dei decreti sicurezza, partecipa a Lampedusa alla Giornata di memoria e accoglienza organizzata dal Comitato 3 ottobre per ricordare le 368 vittime del naufragio del 2013.